Ivano Fracena, 20 ottobre 1913
Milano, 29 novembre 2005
Vittorio Staudacher nasce il 20 ottobre 1913 a Ivano Fracena. Il suo percorso accademico inizia all’Università di Padova, dove viene ammesso direttamente al secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. La sua formazione è influenzata da figure di grande rilievo scientifico, in particolare da Gianmaria Fasiani, da lui definito come il precursore della neurochirurgia, e dall’istologo e anatomista Tullio Terni. Prosegue poi il suo perfezionamento clinico come allievo di Guido Oselladore.
Nel gennaio del 1950 si trasferisce a Milano per seguire Oselladore e inizia a operare presso il Policlinico, diventando in breve tempo una delle colonne portanti del padiglione Monteggia. Qui si dedica a una ristrutturazione profonda dei laboratori e avvia un’intensa attività di ricerca scientifica. La sua carriera è legata alla nascita e allo sviluppo della chirurgia d’urgenza, disciplina che contribuisce a fondare e a strutturare come insegnamento accademico e come reparto ospedaliero d’avanguardia.
Sotto la sua direzione la chirurgia d’urgenza del Policlinico di Milano diventa un punto di riferimento internazionale per la gestione delle emergenze e delle situazioni cliniche limite.
Staudacher è un innovatore e un pioniere nei trapianti d’organo. Già nel 1952, presenta al Congresso di Chirurgia di Venezia i risultati dei suoi esperimenti sul trapianto di fegato nel cane. Il culmine della sua carriera chirurgica arriva nel 1983, quando esegue il primo trapianto umano di cuore e polmoni in Italia.
Oltre all’attività operatoria, ricopre incarichi istituzionali di alto livello, tra i quali Presidente dell’Ospedale Maggiore dal 1983 al 1986 ed è maestro, tra gli altri, di Gino Strada, fondatore di Emergency.
In Valsugana intraprende un’opera di restauro e valorizzazione del suo castello a Ivano Fracena, trasformandolo in un vivace centro di promozione culturale, sede di mostre e convegno di alto profilo.
Vittorio Staudacher muore a Milano il 29 novembre 2005.