Pergine Valsugana, 3 agosto 1871
Borgo Valsugana, 1 settembre 1948
Cesare Camillo Refatti nasce a Pergine il 3 agosto 1871 da un’agiata famiglia borghese. Il padre Giuseppe gestisce una ferramenta e Cesare cresce in un ambiente dai forti sentimenti filoitaliani. Dopo il liceo a Trento e una parentesi universitaria in giurisprudenza a Innsbruck, sceglie definitivamente la teologia e viene ordinato sacerdote nel 1895.
La sua missione pastorale si svolge soprattutto a Borgo Valsugana, dove giunge nel 1900. Don Cesare è un prete che unisce la cura delle anime a un’intensa attività sociale. Appassionato alpinista, vede nella montagna una palestra di educazione e un simbolo patriottico: scala oltre cento volte Cima Dodici e issa simbolicamente il tricolore sulle vette. Il suo manifesto irredentismo lo rende sospetto alle autorità asburgiche. Nel 1915 viene arrestato. Tra le prove dell’accusa figura il bizzarro ritrovamento di gusci d’uovo scribacchiati con scritte triviali contro l’imperatore Francesco Giuseppe. Trascorre anni duri tra il lager di Katzenau e l’abbazia di Reichersberg, dove continua ad assistere spiritualmente gli internati e a curare i collegamenti tra i profughi e le loro famiglie.
Rientrato dopo la guerra, diventa un pilastro della comunità di Borgo. Nel Ricreatorio esprime il suo eclettismo artistico come regista e scenografo, creando spettacoli teatrali con effetti prospettici d’avanguardia e scenari mobili. È un pioniere della fotografia: il suo archivio conta circa novemila scatti, realizzati con pesanti apparecchiature che porta con sé in montagna.
Socio benemerito della SAT, insegna ai giovani l’approccio sicuro alla montagna, la botanica e la geologia.
Nel 1947, mentre si reca a Pergine in bicicletta, subisce un incidente stradale a Levico Terme che ne compromette la salute. Muore il primo settembre 1948 a causa di un male incurabile.
Al suo imponente funerale partecipa l’amico Alcide Degasperi, allora Presidente del Consiglio. Don Cesare riposa nel cimitero di Borgo con la sua fidata piccozza nella bara.