Caldonazzo, 27 novembre 1842
Caldonazzo, 8 marzo 1907
Eugenio Prati nasce il 27 gennaio 1842 a Caldonazzo. È il primogenito dei dieci figli di Domenico Prati, geometra e proprietario terriero, e Lucia Garbari, parente del pittore Tullio Garbari. Fin da bambino mostra una notevole dote artistica, tanto che il padre lo conduce a Venezia, dove inizia i corsi presso l’Accademia di Belle Arti. Durante gli anni veneziani è allievo di Michelangelo Grigoletti, Pompeo Marino Molmenti e dell’austriaco Karl von Blaas. In questo periodo ottiene numerosi premi, tra cui quattro medaglie d’argento e due di bronzo, e partecipa al realismo veneto insieme a compagni di studio come Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono.
Nel 1866 si trasferisce a Firenze per perfezionarsi sotto la guida di Antonio Ciseri. Il suo talento gli vale nel 1868 un premio triennale (medaglia d’oro e una somma di denaro). A Firenze frequenta il Caffè Michelangiolo, ritrovo dei pittori macchiaioli come Fattori, Signorini e Lega, dai quali acquisisce l’uso di colori tenui e caldi. Riceve ispirazione anche dai fratelli Induno, da Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, riuscendo infine a liberarsi dalle molteplici influenze per individuare uno stile proprio, unico e apprezzato. Durante i dodici anni di permanenza a Firenze stringe amicizia con il poeta Giovanni Prati e con Andrea Maffei. Dopo il soggiorno fiorentino e circa un anno a Roma torna nella sua terra e il 26 maggio 1879 sposa Ersilia Vassellai. Si stabilisce ad Agnedo con la moglie e la piccola Raffaella. Qui nascono anche i figli maschi Angelico e Guido. Ad Agnedo continua la sua attività e progetta il campanile della chiesa.
Nel 1895 si trasferisce a Trento e inizia a insegnare disegno. Nel 1897 si sposta ad Ala presso il conte Antonio Pizzini. Oltre alla pittura, Prati coltiva diverse passioni: ama la musica (è amico di Puccini e Ricordi), si dedica all’apicoltura (una sua arnia è premiata a Vienna nel 1903). Muore a Caldonazzo l’8 marzo 1907, all’età di sessantacinque anni, a causa di una polmonite contratta mentre lavora in Val di Centa. Il suo ultimo quadro, “La seconda madre”, rimane incompiuto.