Telve, 1480 ca.
Trento, 29 novembre 1554
Francesco IV di Castellalto (“il Grande”), figlio di Francesco e Gertrude Anich de Courtäsch, appartiene al nobile casato dei signori di Telve. Seguendo la tradizione paterna intraprende la carriera militare e viene inviato alla corte di Massimiliano I d’Asburgo. Nel 1509 partecipa alla guerra della lega di Cambrai e, tra il 1512 e il 1517, serve come capitano d’artiglieria a Verona partecipando agli assedi di Padova e Mestre. Nel 1519, dopo la morte di Massimiliano I, Francesco viene inviato in Spagna dai reggenti tirolesi per negoziare con il nuovo imperatore Carlo V. L’incontro segna la sua ascesa politica e militare: ottiene sgravi fiscali per il Tirolo e riceve l’incarico di reclutatore di truppe. Nel 1520 guida oltre 3.000 lanzichenecchi all’incoronazione imperiale ad Aquisgrana e nel 1521 ne raccoglie altri 6.000 per liberare Milano dai francesi. Il 27 aprile 1522 è alla testa dei mercenari nella giornata della Bicocca.
In Trentino Francesco affronta la rivolta contadina del 1525. Riceve dal vescovo Bernardo Clesio la nomina a luogotenente generale del principato e riesce a mantenere il controllo di Trento. Investito del titolo di commissario imperiale coordina inizialmente una linea diplomatica per poi passare alla repressione armata. Al comando di 1.000 fanti seda i tumulti a Storo e in Valsugana con estrema brutalità, mitigata nei successivi processi del 1526-1527 da una certa moderazione.
Divenuto capitano di Trento continua a reclutare migliaia di soldati per le guerre contro i Turchi in Ungheria e contro la coalizione franco-veneta in Italia. A partire dal 1545 vigila sulla sicurezza dei prelati durante le sessioni del Concilio di Trento.
Oltre all’attività militare Francesco è un raffinato diplomatico. Tra il 1530 e il 1533 cura la redazione dei nuovi statuti per le giurisdizioni di Telvana, Castelnuovo e Castellalto.
Sposato con Margherita di Madruzzo, muore il 29 novembre 1554. Viene sepolto nella chiesa di Santa Maria Assunta a Telve. La sua armatura da battaglia è oggi conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.