Borgo Valsugana, 27 marzo 1901
Borgo Valsugana, 31 luglio 1965
Agostino Luigi Raimondo de Bellat, “Tino”, nasce a Borgo Valsugana il 27 marzo 1901, ultimo esponente maschile della casata Bellotti - de Bellat Pergamasch, dal cavaliere Luciano e dalla contessa Maria Pompeati. Dopo il ginnasio-liceo Prati di Trento consegue la laurea in giurisprudenza all’Università di Padova.
Durante la giovinezza Agostino partecipa alla marcia su Roma e si occupa dell’addestramento militare dei compaesani che lo soprannominano “Tino da le medaie”. Durante la guerra svolge il servizio militare a Livorno. Decide di abbandonare la politica attiva dopo l’8 settembre 1943.
Esercita l’avvocatura a Borgo Valsugana fino alla morte del padre, decidendo poi, alla fine degli anni Cinquanta, di chiudere definitivamente lo studio legale per concentrarsi sulla gestione delle campagne di famiglia, distinguendosi come agricoltore innovativo e appassionato.
Nel 1952, quando l’ospedale di Borgo Valsugana avvia, primo in Europa, l’ambizioso progetto per l’acquisizione della cosiddetta “Bomba al Cobalto” (uno strumento terapeutico innovativo per la lotta contro i tumori), Agostino fa parte del gruppo di finanziatori privati che sottoscrivono con la Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto la cambiale a garanzia di un’anticipazione di cassa di diciannove milioni e duecentomila lire per l’acquisto dell’apparecchio.
De Bellat scompare improvvisamente il 31 luglio 1965. Nel suo testamento, redatto il 18 marzo dello stesso anno, dona lo storico Palazzo Ceschi al Comune di Borgo, ora sede della Comunità Valsugana e Tesino, e dispone il lascito delle floride aziende agricole delle Spagolle e di Marco di Rovereto alla Provincia autonoma di Trento. Questo cospicuo patrimonio permette la nascita della Fondazione Cav. Luciano e cav. dott. Agostino de Bellat, istituita per promuovere il progresso professionale dei giovani agricoltori della Valsugana affinché non vada perduta l’attività di due generazioni di appassionati coltivatori.