Strigno, 26 marzo 1833
Firenze, 10 dicembre 1856
Albano Tomaselli, ricordato come il “pittore delle Grazie”, nasce a Strigno nel 1833. Figlio di un calzolaio, mostra fin da piccolo un grande interesse per la pittura. Grazie al sostegno di alcuni nobili locali riesce a coltivare la sua passione e nel 1845 inizia a lavorare presso uno scultore a Padova.
Nel 1847 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia grazie al finanziamento dei cittadini padovani. Qui segue le lezioni di Michelangelo Grigoletti e Pompeo Marino Molmenti, che influenzano il suo stile con un’impronta vicina a quella di Francesco Hayez. In accademia Tomaselli diventa l’alunno prediletto del marchese Pietro Selvatico, che instaura con il giovane un rapporto che trascende il semplice insegnamento, trasformandosi in una protezione paterna e in un’amicizia profonda. Sotto la guida di Selvatico Tomaselli colleziona successi accademici di grande rilievo.
Nel 1852 vince la medaglia d’argento per la composizione storica e ottiene un premio straordinario per il disegno, concesso con “amplissima lode” dalla Commissione e approvato ufficialmente dalla Luogotenenza. Oltre a questi, si aggiudica una medaglia di rame per le composizioni storiche e la stima incondizionata dei suoi contemporanei. La sua produzione è vasta e febbrile: Tomaselli è un lavoratore instancabile che accumula una congerie straordinaria di schizzi, disegni e ritratti, tra cui quelli dedicati ad amici cari come il barone Giovanni a Prato.
Termina gli studi nel 1853 con un premio per la pittura storica. Nel 1855 espone le sue opere a Venezia e realizza la pala d’altare per la chiesa di Arsiero, che raffigura la visione di San Daniele. Nel 1856 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Roma. Il viaggio si rivela però tragico: subisce un furto a Bologna e, durante la sosta a Firenze, contrae il vaiolo. Muore nel capoluogo toscano il 10 dicembre 1856 a soli 23 anni e riceve sepoltura nel cimitero delle Porte Sante.
Il suo paese d’origine lo ricorda oggi con una targa sulla casa natale, la biblioteca e lo spazio civico a lui intitolati.