Strigno, 4 novembre 1852
Rossano Veneto, 16 novembre 1921
Ottone Brentari nasce a Strigno il 4 novembre 1852 da Michele, ufficiale giudiziario, ed Elisabetta Negrelli. La prematura scomparsa del padre spinge la madre a stabilirsi a Rovereto. Qui Brentari si diploma al ginnasio nel 1871. Sin da studente manifesta un talento eclettico, pubblicando poesie e versi d’occasione che gli valgono una precoce notorietà. Prosegue la formazione universitaria tra Innsbruck e Vienna, dove ottiene l’abilitazione all’insegnamento in lettere e storia, per poi conseguire una seconda laurea a Padova nel 1877.
Inizia la carriera di insegnante a Rovereto e Pisino d’Istria, ma ben presto si trasferisce nel Regno d’Italia. Dopo una parentesi a Catania si stabilisce a Bassano del Grappa nel 1879. Qui insegna lettere al liceo e, dal 1882 al 1890, ne assume la presidenza. Nel 1883 ottiene la cittadinanza italiana. A Bassano si distingue come promotore di sport e attività civiche, fondando istituzioni come la società di Tiro a Segno. Nel 1884 pubblica la “Storia di Bassano e del suo territorio”. Inizia inoltre a redigere le celebri “Guide Brentari”, tra le quali spicca la monumentale “Guida del Trentino”. Nel 1890 lascia Bassano per Milano, dove intraprende la carriera giornalistica al Corriere della Sera. Vi rimane fino al 1908 come redattore viaggiante e capo della cronaca, prima di fondare la propria rivista turistico-patriottica “Italia bella”.
Irredentista convinto, presiede il Circolo trentino di Milano e, allo scoppio della Grande guerra, anima la Lega Nazionale assistendo i profughi. Nel dopoguerra torna a Trento per dirigere il quotidiano liberale “La Libertà” ma si dimette dopo pochi mesi per divergenze politiche. Nel 1921 partecipa alle elezioni politiche con la lista del “Blocco economico”, senza però essere eletto. Nonostante l’amarezza combatte un’ultima battaglia civile denunciando la tragica situazione del Trentino devastato dal conflitto e i ritardi della burocrazia attraverso articoli e la celebre conferenza “L’allegra agonia del Trentino”.
Provato dalla malattia si ritira a Rossano Veneto, nella villa della moglie, dove muore il 16 novembre 1921.