Bolzano, 2 febbraio 1931
Torcegno, 15 febbraio 2011
Maria Luisa Mangini, nome d’arte Dorian Gray, nasce a Bolzano il 2 febbraio 1931. Figlia di Attilio e Flora Divina, studia come ballerina presso il Teatro alla Scala di Milano sotto la guida di Aurel Milloss e debutta in uno spettacolo con Pina Renzi. Adotta il nome d’arte Dorian Gray e inizia una brillante carriera nel teatro di rivista. Lavora con Erminio Macario e Gino Bramieri in “Votate per Venere” (1950) e collabora con la coppia Garinei e Giovannini nelle riviste “Gran Baraonda” e “Made in Italy”, recitando al fianco di Wanda Osiris e Alberto Sordi. In questi anni riceve il titolo di “Diva dell’anno” dal Club della Passerella e il premio “Maschera d’argento”, collaborando inoltre con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello in “Passo doppio”.
Negli anni Cinquanta abbandona il palcoscenico per il cinema. Il successo trionfale arriva nel 1956 con “Totò, Peppino e la... malafemmina”, dove interpreta l’iconica ballerina che si innamora del nipote dei protagonisti. La fortunata collaborazione con Totò prosegue con altre pellicole dirette da Camillo Mastrocinque, tra cui “Totò lascia o raddoppia?” e “Totò, Peppino e i fuorilegge”.
Federico Fellini la chiama per il ruolo di Jessy in “Le notti di Cabiria” ma è Michelangelo Antonioni a consacrarla definitivamente come attrice drammatica ne “Il grido” (1957). .
Nel 1958 vince il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista per il film “Mogli pericolose” di Luigi Comencini.
La sua vita professionale si lega strettamente ad Arturo Tofanelli, giornalista ed editore che produce molti dei suoi film. Nel 1962 partecipa alla grossa produzione internazionale sulla guerra d’Algeria “Marcia o crepa”. A metà degli anni Sessanta decide di abbandonare le scene per ritirarsi a vita privata. Le sue ultime apparizioni cinematografiche risalgono al 1965 nei film “Thrilling” e “I criminali della metropoli”.
Si stabilisce definitivamente a Torcegno, paese d’origine della madre, dove costruisce una villa e cresce il figlio Massimo Arturo lontano dai riflettori. Qui si toglie la vita il 15 febbraio 2011.