Villa Agnedo, 3 maggio 1883
Villa Agnedo, 31 gennaio 1961
Angelico Prati nasce ad Agnedo il 3 maggio 1883, figlio del pittore Eugenio e di Ersilia Vasselai. La sua formazione è atipica e anticonformista: studia a Trento, Este e frequenta l’accademia commerciale ma non consegue la maturità classica né la laurea. Nel 1911 segue per due mesi come uditore le lezioni di Karl von Ettmayer a Friburgo, preferendo poi lo studio da autodidatta e la coltivazione di intensi rapporti epistolari con linguisti come Meyer-Lübke, Carlo Salvioni e Clemente Merlo.
Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole medie di Orvieto e Modena, nel 1924 ottiene brillantemente la libera docenza in Dialettologia italiana e nel 1925 si stabilisce a Roma, dove lavora per la libreria antiquaria Olschki e come bibliotecario privato.
Negli anni Trenta l’Accademia d’Italia lo chiama a collaborare al Dizionario di marina e alla redazione del Vocabolario della lingua italiana. Tuttavia, non condividendo i metodi della direzione e la scarsa competenza di alcuni colleghi rassegna polemicamente le dimissioni. Questa scelta di indipendenza ne pregiudica la situazione economica, costringendolo a una vita riservata e indigente. Nel 1950, oppresso dai debiti, vende la sua preziosa collezione di dizionari dialettali. Nello stesso anno ottiene la cattedra di Storia della lingua italiana all’Università di Pisa, incarico che svolge con zelo fino al 1953.
Nuovamente in difficoltà economiche, si trasferisce in una soffitta a Velletri, dove continua i suoi studi fino all’ultimo.
Colpito da una grave forma di arteriosclerosi, muore il 31 gennaio 1961 su un treno mentre cerca di raggiungere il paese natale.
Tra le sue opere principali figurano L’italiano e il parlare della Valsugana (1916), I vocabolari delle parlate italiane (1931), il Vocabolario etimologico italiano (1951) e il Dizionario valsuganotto (1960). Prati è ricordato come un maestro per il suo approccio empirico: un impegno culminato nel volume postumo Etimologie venete (1968).