Pieve Tesino, 3 aprile 1881
Borgo Valsugana, 19 agosto 1954
Alcide Amedeo Francesco Degasperi nasce a Pieve Tesino il 3 aprile 1881. Si laurea in Filologia a Vienna nel 1905. Sin dalla giovinezza si distingue come leader del movimento studentesco, lottando per l’istituzione di un’università in lingua italiana e scontando alcuni giorni di carcere a Innsbruck per il suo attivismo. Inizia la carriera giornalistica dirigendo La Voce Cattolica (poi Il Trentino), difendendo l’autonomia culturale del Tirolo italiano. Nel 1911 viene eletto al Parlamento di Vienna con un consenso schiacciante.
Allo scoppio della Grande guerra sostiene inizialmente la neutralità italiana. Tuttavia, con il crollo dell’Impero, promuove l’autodeterminazione dei popoli e il ricongiungimento dei territori italiani al Regno d’Italia. Dopo l’annessione del Trentino, Degasperi aderisce al Partito Popolare Italiano (PPI) di don Sturzo. Eletto deputato nel 1921, vota la fiducia al governo Mussolini ma passa presto all’opposizione diventando segretario del PPI nel 1924. Con l’instaurazione della dittatura e lo scioglimento dei partiti viene arrestato nel 1927 per un tentativo di espatrio clandestino e condannato a quattro anni di carcere (poi ridotti).
Tra il 1929 e il 1943 vive un isolamento politico e difficoltà economiche. Lavora presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Nel 1942 inizia a gettare le basi della futura Democrazia Cristiana (DC). Dopo la caduta di Mussolini e l’armistizio, Degasperi emerge come figura centrale del Comitato di Liberazione Nazionale. Diventa l’ultimo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia e gestisce il delicato passaggio al regime repubblicano. Alla guida di otto governi successivi, inaugura la stagione del centrismo. La sua politica comprende riforme sociali, sviluppo economico, scelte Internazionali (l’adesione al Piano Marshall, l’ingresso nella NATO e la fondazione della CECA, che lo consacra come uno dei padri fondatori dell’Unione Europea). Nel 1952 rifiuta con fermezza un’alleanza elettorale con le destre a Roma, gesto che gli costa un temporaneo isolamento dalla Santa Sede. Muore il 19 agosto 1954 a Borgo Valsugana.