Roncegno Terme, 29 agosto 1906
Trento, 9 ottobre 1991
Marco Pola nasce a Roncegno Terme il 29 agosto 1906. Figlio di Vittorio e Adelinda, cresce in una famiglia numerosa. Il padre lavora nell’amministrazione del Grand Hotel des Bains, celebre stabilimento termale frequentato dalla nobiltà internazionale. Nel 1915 il padre viene arrestato perché irredentista e la famiglia è costretta nel campo di Katzenau. Dopo un periodo a Mitterndorf la famiglia rientra a Roncegno nel novembre 1918, trovando il paese semidistrutto e la propria abitazione gravemente danneggiata.
Pola lavora come impiegato amministrativo presso il Catasto: un’esperienza che influenza la sua sensibilità verso i temi dell’alienazione burocratica e della ripetitività quotidiana.
La sua carriera letteraria inizia con la poesia in lingua italiana, esordendo nel 1936 con “Il gallo sul campanile”. In questa fase attraversa il realismo, il simbolismo e l’ermetismo ungarettiano, mantenendo un’originalità di pensiero che emerge in opere come “Quando l’angelo vuole”. La svolta avviene nel 1963, quando inizia a scrivere in dialetto trentino. Adotta il nome d’arte Toni Rondola Sebbene parta da forme popolari come filastrocche e cantilene, Pola raggiunge una dimensione universalistica e introspettiva che lo inserisce nel solco della neodialettalità. Conosciuto come “il poeta di Trento”, collabora con Mario dell’Arco e l’editore Vanni Scheiwiller, che pubblica i suoi celebri “libri-farfalla”. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’umana pietas, la solidarietà e il senso del limite. Opere come “Qualcos de pu de prima” presentano una struttura a epitaffi che ricorda l’Antologia di Spoon River, mentre “Le machinete” affronta la monotonia del lavoro. In “Maria Lumeta e altri pecadi” e “Veronica dei paesi” esplora l’amore e la memoria con disincanto e tenerezza. Negli ultimi anni, la sua riflessione si sposta sulla precarietà umana e sul ruolo salvifico della poesia.
Muore a Trento il 9 ottobre 1991. La sua eredità vive nella scuola media a lui intitolata a Roncegno Terme e nel patrimonio conservato presso la Biblioteca comunale di Trento.