Borgo Valsugana, 22 gennaio 1607
Borgo Valsugana, 24 giugno 1690
Girolamo Bertondelli nasce a Borgo Valsugana il 22 gennaio 1607 da Gasparo e Anna Bazzanella. Medico, storico e nobile del Sacro Romano Impero, studia a Padova, Bologna e Roma, dove si laurea nel 1630. Nello stesso anno torna nel paese natale come medico condotto, proprio quando la peste “manzoniana” raggiunge la Valsugana a causa del passaggio delle truppe imperiali dei Lanzichenecchi. Si stima che in Italia settentrionale, tra il 1630 e il 1631, muoiono per la peste 1.100.000 persone su una popolazione complessiva di circa 4 milioni. Mentre molti notabili e professionisti fuggono verso le montagne per scampare al morbo, Bertondelli sceglie di restare al fianco dei propri concittadini assumendo il ruolo di coordinatore sanitario ante litteram: sovrintende alla creazione dei lazzaretti, organizza lo smaltimento dei cadaveri nelle fosse comuni e impone norme di quarantena e igiene pubblica estremamente rigorose. Grazie a queste disposizioni il contagio viene contenuto, risparmiando alla popolazione la strage che invece colpisce duramente la vicina Levico. Per tale motivo, Borgo lo celebra come “padre della patria” e il suo consiglio diventa legge per l’amministrazione della comunità.
Sposato con Anna Maria Buffa e padre di quattordici figli, nel 1687, dopo la morte della moglie, decide a ottant’anni di prendere gli ordini e farsi sacerdote. Muore a Borgo Valsugana il 24 giugno 1690.
Bertondelli vanta anche una rilevante attività di storico. La sua opera di maggior rilievo è la “Historia di Feltre” (1673), che gli vale l’iscrizione nel libro d’oro della nobiltà feltrina. È autore del manoscritto “Ristretto della storia della Valsugana” e di scritti sul monastero di Sant’Anna, sulle Clarisse di Borgo e sul romitaggio di San Silvestro. Pubblica opuscoli sui miracoli e sulla vita di Papa Innocenzo XI, oltre alla “Relatione della Sacra Translatione del Venerabile Corpo di San Prospero”. Inizia inoltre una complessa storia cronologica universale dalla fondazione di Roma che rimarrà incompiuta.