Villa Agnedo, 8 novembre 1884
Villa Agnedo, 31 luglio 1967
Guido Prati, “El Sior Guido”, nasce nel 1884 a Villa Agnedo nella dimora materna. È il terzogenito del pittore caldonazzese Eugenio Prati e di Ersilia Vasselai. I nomi dei tre fratelli Raffaella, Angelico e Guido, vengono scelti dal padre in omaggio a grandi maestri del passato (Raffaello, Beato Angelico e Guido da Montefeltro).
Nonostante la famiglia di rango e l’educazione d’élite ricevuta al Liceo classico di Trento e all’Accademia di arti figurative di Monaco, Guido conduce un’esistenza lontana dalle convenzioni sociali e dai palcoscenici della notorietà.
Dotato di una corporatura minuta ma di un intelletto volitivo, si distingue come musicista, illustratore e poeta dialettale. È un uomo colto e inquieto, attratto dalla dimensione umana della libertà e della giustizia.
La sua passione più profonda è la ziganologia. Antesignano in questo campo, Guido studia con rigore scientifico le popolazioni nomadi imparandone perfettamente lingue e costumi.
Convive con carovane di Sinti, Rom e gitani andalusi, confrontandosi con i maggiori studiosi dell’epoca e mantenendo legami fraterni con figure come Vittorio Pasquale Mayer, detto “Spatzo”, a cui insegna a leggere il pentagramma.
Durante la prima guerra mondiale è volontario e interprete per l’esercito italiano. Viene ferito sul monte Grappa e riceve la croce al merito di guerra nell’ottobre del 1918.
Negli anni Trenta si stabilisce definitivamente ad Agnedo. Qui fonda “La Ghenga”, un’orchestrina che successivamente diventerà la “Straghenga”, animando le feste con repertori che spaziano dal flamenco alle czarde, alle canzoni popolari.
Guido ama vivere di notte, studiando e componendo a lume di candela nel suo studio tra cetre e chitarre. Vegetariano convinto, la sera frequenta l’osteria del paese per consumare una semplice minestra.
Muore nel 1967 a causa di una trombosi cerebrale.