Lavis, 28 dicembre 1808
Villa Agnedo, 27 febbraio 1891
Giuseppe Grazioli nasce a Lavis il 28 dicembre 1808 in una famiglia di poveri contadini. È figlio di Andrea e Paola Brugnara. L’ambiente familiare è influenzato da sentimenti patriottici, condivisi anche dal fratellastro garibaldino Carlo Stenico. Tra il 1823 e il 1829 Giuseppe frequenta il ginnasio a Rovereto, ricevendo la tonsura nell’agosto del 1829. Conclude gli studi presso l’Istituto filosofico di Trento nel 1835 e viene ordinato sacerdote il 13 dicembre dello stesso anno.
Inizia il suo ministero a Grigno e poi a Ivano Fracena nel 1836, dove giunge in concomitanza con un’epidemia di colera.
Mosso da sentimenti risorgimentali, Grazioli intraprende diversi viaggi in Italia. In Valsugana le sue predicazioni in favore dell’italianità del Trentino gli causano un arresto nell’agosto del 1848 con l’accusa di alto tradimento e l’incarcerazione a Innsbruck. Ottiene la libertà dopo quattordici giorni grazie a un’amnistia imperiale.
A metà dell’Ottocento l’economia agricola trentina entra in crisi a causa della pebrina che colpisce i bachi da seta e della crittogama che flagella le viti. Grazioli si impegna nel migliorare le tecniche colturali e nella specializzazione di viticoltura e frutticoltura. Nel 1858 si mette a disposizione del Comitato Bacologico per cercare semi sani. Inizia un decennio di viaggi in Dalmazia, Bucarest, l’Asia Minore, la Macedonia, il Caucaso e la Russia.
Nel 1863 viene eletto deputato alla Dieta di Innsbruck. L’anno successivo parte per il Giappone, dove trova un seme resistente alla malattia, grazie al quale, in cinque spedizioni successive, riesce a salvare l’economia della seta in Trentino.
Fonda una scuola di agricoltura, attiva dal 1873 al 1882, e promuove iniziative per contrastare l’emigrazione e sostenere i giovani. Negli ultimi anni di vita, ormai cieco, presiede la società Pro Patria. Devolve 11.000 fiorini per l’erezione del monumento a Dante di Trento.
Muore a Villa Agnedo il 27 febbraio 1891.