Pove del Grappa, 2 febbraio 1919
Borgo Valsugana, 7 settembre 2006
Aldo Caron nasce a Pove del Grappa il 2 febbraio 1919 e muore a Borgo Valsugana nel 2006. Fin dall’infanzia sperimenta il contatto diretto con la pietra nella bottega del padre, artigiano del marmo. Trasferitosi a Borgo Valsugana, inizia a studiare disegno e pittura sotto la guida di Ferruccio Gasperetti. A metà degli anni Quaranta si sposta a Milano per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera. Sebbene inizialmente dedito agli acquerelli, scopre una vocazione viscerale per la scultura frequentando la gipsoteca e studiando i calchi di Michelangelo. I suoi maestri sono Giacomo Manzù e Marino Marini. Quest’ultimo esprime ammirazione per il suo talento fin dal primo esame, incoraggiandolo a proseguire senza soluzioni compiacenti o compromessi.
Caron opera a lungo a Roma, dove lavora accanto ad artisti del calibro di Renato Guttuso ed Emilio Greco. Dirige l’Accademia di Belle Arti di Viterbo e partecipa a rassegne prestigiose come la VII e la IX Quadriennale di Roma e due edizioni della Biennale di Venezia, nel 1954 e nel 1956. La sua carriera è costellata da commesse di rilievo: l’INAIL, la Biblioteca Nazionale di Roma e la Cassa di Risparmio di Pergine. Su richiesta della famiglia Degasperi realizza il calco del viso dello statista il giorno della sua scomparsa.
Enrico Mattei gli affida la scultura di Santa Barbara a Metanopoli e il bozzetto di un crocefisso in ceramica esposto in tutte le stazioni AGIP. Per l’ENI produce una monumentale stele di otto metri posta all’ingresso del reparto laboratori e ricerche di San Donato Milanese.
Lo stile di Caron evolve verso l’astratto, pur mantenendo solidità e rigore formale anche quando sfida le leggi della statica.
I suoi ritratti, capaci di “parlare” nello spazio, sono interpretazioni profonde degli stati d’animo. Nutre una visione critica verso le istituzioni e ritiene che l’arte debba sollecitare l’immaginazione per contrastare l’impatto talvolta negativo dell’uomo sulla natura.