i tesori della sicilia occidentale

GIBELLINA

chiesa madre

L'ex Chiesa Madre di Salemi era dedicata a Santa Maria degli Angeli e a San Nicola di Bari, Patrono e Protettore della città. La Chiesa, a croce latina, era a tre navate con transetto, divise da sei colonne di marmo perlato, poggiati su basi rettangolari. Sull'altare maggiore era collocata la tela della Madonna degli Angeli dello Smiriglio (oggi custodita all'interno del Museo di Arte Sacra). I due altari laterali erano dedicati a San Nicola di Bari e al SS Sacramento. Degna di nota è infine la Cappella dedicata all'Immacolata Concezione, dove trovava posto una statua lignea della Vergine donata alla città nel 1740 (oggi custodita all'interno della Chiesa del Collegio). La Chiesa è stata distrutta e successivamente chiusa, per il terremoto del 1968. Il Sisma del 68 provocò gravi danni alla struttura delle pareti e al tetto. tutte le istituzioni di allora, religiose e civili, invece di provvedere ad un recupero della chiesa, ne decisero la demolizione. Adesso di questa antica matrice, rimane solo un ampio sagrato, l’abside, e parte laterale della zona sinistra

La Chiesa annessa al Collegio, dedicata naturalmente a S. Ignazio di Lojola, venne ultimata nel 1654 ma qualche decennio dopo, esattamente nel 1697, forse perché le sue fondamenta poggiavano in gran parte sugli sfabricidi delle precedenti costruzioni stratificati sul posto per livellare il terreno fortemente declinante, crollava di schianto. Fu necessario ricostruirla di sana pianta, stavolta con tecniche più puntuali, su progetto dell’architetto gesuita Vincenzo Cascio. Per reperire i fondi necessari, visto che i grandi finanziatori dei primi anni non erano più in vita, il Rettore, P. Giuseppe Roberti, fu costretto a vendere al Ciantro di Mazara, Don Antonino Milo, il feudo di Abesi per la somma di 8.100 once. Il nuovo edificio, concepito sull’archetipo della Chiesa del Gesù di Roma, fu ingrandito ed impreziosito da stucchi ornamentali nonché da un pregevole organo costruito nel 1711 da Antonio Violante. Fu consacrata, ancora non completamente rifinita, l’8 settembre 1705 dal Vescovo di Mazara, Mons. Bartolomeo Castelli. Notevole la facciata principale, purtroppo non ben valorizzata dall'angusta piazzetta in cui si affaccia, ornata da quattro colonne tortili, capitelli e festoni di notevole fattura. Dal 1968, vista oramai l’impossibilità di recuperare alla primitiva funzione, la seicentesca Madrice, funge da Chiesa Madre. I locali del Collegio, così come quelli di Sant'Agostino e di Santa Chiara, dopo la partenza dei Gesuiti e l’entrata in vigore della Legge sull'enfiteusi dei beni ecclesiastici in Sicilia depositata da Simone Corleo, allora Deputato al Parlamento Nazionale con sede a Torino, il 25 marzo 1861 ed approvata, pur fra mille difficoltà e contrattempi, il 10 agosto 1862, furono acquisiti dal Comune e destinati, come previsto per legge, a servizi di pubblica utilità. Da allora sono infatti adibiti a scuole pubbliche o ad Ospedale e poi Uffici Sanitari (S. Chiara).