E’una delle opere di landscape art più grandi e famose al mondo, nella quale è racchiuso il profondo dolore di un paese totalmente raso al suolo: Gibellina.Dopo il terremoto la nuova Gibellina fu ricostruita a circa 20 km di distanza, in stile completamente moderno. Nel 1985 il sindaco Ludovico Corrao convocò uomini di cultura, artisti e architetti dell’arte contemporanea, di grande fama nel loro settore, e chiese loro di contribuire alla ricostruzione della città, facendola rinascere anche nel segno dell’arte e della cultura. Tra i vari artisti c’era anche Alberto Burri che, colpito e commosso dalle antiche rovine, decise di creare la sua opera nel vecchio paese:Mi veniva quasi da piangere, e subito mi venne l’idea. […] Io farei così: compattiamo le macerie, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti perenne ricordo di quest’avvenimento. Ecco fatto!»(Alberto Burri, 1995). Il monumento, così realizzato, appare come un sudario che custodisce il passato e la memoria di una città scomparsa, al cui cospetto si esige ancora e per sempre rispetto e silenzio.