Per calcolare i costi si prendono in considerazione:
i tempi e costi relativi all'operazione
i tempi e costi relativi alla preparazione macchina
i tempi e costi relativi alla macchina
i tempi e costi relativi al cambio utensile
i tempi e costi relativi all'utensile
In ambito industriale generalmente si considerano tre velocità di taglio fondamentali. Queste sono:
la velocità di minimo costo, che punta alla minimizzazione della spesa a scapito della produzione oraria
la velocità di massima produzione, che è un compromesso tra l'usura dell'utensile e la velocità di taglio, viene generalmente usata in situazioni critiche o di scadenza. Punta a massimizzare la produzione oraria a scapito del profittocosti
la velocità di massimo profitto. che tiene conto della legge della domanda e dell'offerta. Considera le fluttuazione del prezzo nel mercato dovute a richiesta, margine di guadagno e qualità. È compresa tra la velocità di minimo costo e la velocità di massima produzione. In un oligopolio bisogna tenere conto delle decisioni della concorrenza per poterla usare efficacemente.
Nonostante la velocità di massimo profitto sia considerata come la velocità standard, generalmente si preferisce usare la velocità di minimo costo.
Le tre velocità di base sono dipendenti dai costi dell'utensile. Minori sono i costi minore sarà lo scostamento tra le tre. È quindi fondamentale procedere al calcolo con la legge di Taylor.
Differenza tra ricavo e costo. Dividendolo per il tempo operazione si ricava il profitto unitario per unità di tempo.
Per massimizzarlo si devono quindi minimizzare i tempi e ridurre i costi. Un'utile strumento per minimizzare i tempi è il diagramma di Gantt, mentre per determinare i costi si considerano i costi delle singole operazioni.
Si occupa di studiare i tempi di lavoro manuali e automatici mediante cronometro.
Generalmente il cronotecnico si occupa di costruire la tabella dei tempi standard, utili per avviare la produzione. Questi possono poi essere affinati a produzione avviata. I tempi, espressi in centiminuti, sono il risultato di una media ponderata.
Il cronotecnico si occupa anche della valutazione dell'efficienza e delle condizioni di lavoro. Il cronotecnico deve tenere conto del fattore di riposo (che tiene conto dello stress e della stanchezza dell'operatore) e dei tempi ausiliari (necessari all'operatore per le attività non produttive ma utili a se stesso. Questi valgono il 4% del tempo rilevato).
Se la rilevazione dei tempi è sottoposta a normativa, questo non vale per le tabelle. Queste sono di proprietà dell'azienda.
Quando non sono disponibili i tempi standard, si fa ricorso alla MTM, ovvero alla scomposizione in micromovimenti dei quali si può calcolare la durata.
Quando l'operatore non è occupato in produzione si parla di tempi passivi. Questi devono essere ridotti, aumentando la saturazione. Per fare ciò, spesso si ricorre all'abbinamento su più macchine.
Due operazioni possono essere abbinate solo se i tempi passivi sono tali da permettere l'abbinamento. In caso contrario si va in sovraccarico e l'efficienza cala.
Si può anche procedere con l'abbinamento su medesima operazione, a patto che i tempi coincidano. In caso contrario si ricorre ad uno switch. Questo però porta ad un fermo macchina, si rende quindi necessaria una valutazione: dovrò modificare i tempi automatici o quelli manuali? Quale porta allo spreco minore?