Cos'è il conflitto di interessi e cosa non è il conflitto di interessi

Le definizioni proposte sono state inserite anche nel glossario del progetto "Per una cultura dell'integrità nella pubblica amministrazione" e del Master in anticorruzione dell'Università degli Studi Roma "Tor Vergata" e sono oggi utilizzate in numerosissimi siti web, codici di condotta e piani triennali anticorruzione. Inoltre, tali definizioni sono utilizzate nei miei corsi di formazione sul conflitto di interessi.
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La definizione di Conflitto di Interessi attuale (o reale)

Di frequente la locuzione “conflitto di interessi” è utilizzata senza prima averne dato una definizione, nonostante i suoi confini e le differenze rispetto ad altri fenomeni (es. la corruzione) non siano sempre così chiari. Tuttavia, il primo passo da fare per affrontare il CdI è proprio quello di definire il fenomeno, al fine di consentirne agevolmente l'individuazione. Infatti, una definizione poco chiara, o addirittura la sua mancanza, inficia l’utilità stessa dei rimedi previsti per la gestione del CdI. 

Partendo dalle definizioni richiamate in letteratura, propongo la seguente definizione sintetica di CdI attuale (o reale):

Il conflitto di interessi reale (o attuale) è la situazione in cui l’interesse secondario (finanziario o non finanziario) di una persona (agente) tende a interferire con l’interesse primario dell'azienda (principale), verso cui la prima ha precisi doveri e responsabilità.

Il conflitto di interessi reale (o attuale) è quindi quello che si presenta nel momento in cui l’agente deve esprimere un giudizio o manifestare la sua volontà.
Questa definizione richiede la presenza di tre elementi chiave:
(1) La presenza di un interesse primario (Sulla definizione di interessi primario dell'azienda, clicca qui);
(2) la presenza di un interesse secondario nel soggetto delegato (di tipo finanziario o di altra natura);
(3) la tendenza dell’interesse secondario a interferire con l’interesse primario dell'azienda. Il termine “tende a interferire” vuole sottolineare che l’interferenza si presenta con diversa intensità a seconda, tra l'altro, dell’agente portatore dell’interesse secondario e della rilevanza assunta da tale interesse.

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LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELL'INTERESSE PRIMARIO DELL'AZIENDA E' ALLA BASE DELLA GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSI E DEI DILEMMI ETICI, RAPPRESENTANDO UN RIMEDIO VOLTO A PREVENIRE LA CORRUZIONE IN QUALSIASI CLASSE DI AZIENDA (IMPRESE, AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E AZIENDE NON-PROFIT).

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La definizione proposta ha volutamente carattere generale; ciò consente di adattarla alle fattispecie di conflitto che possono riguardare gli individui e le organizzazioni nei diversi ambiti, restando fermi i suoi elementi essenziali. Ad esempio, qualora un dipartimento universitario volesse definire il CdI nell’ambito del suo codice di condotta, sarebbe opportuno che la definizione generica fosse adattata in questo modo: “Il conflitto di interessi è la situazione in cui l’interesse secondario di un professore, di un ricercatore, di un collaboratore o di un impiegato tende a interferire con l’interesse primario del Dipartimento”. A questo punto è opportuno definire il contenuto degli interessi secondari (finanziari e non finanziari) e di quello primario (es. interesse dello studente; obiettività della ricerca scientifica).

Per alcuni esempi di conflitto di interessi, classificati in base alla natura degli interessi secondari, clicca qui.