Struttura del libro

Introduzione (estratto)
A distanza di circa dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria, iniziata negli USA nell’agosto 2007 per poi contagiare il resto del mondo e divenire globale, il presente lavoro intende inserirsi nel dibattito sul finalismo aziendale, per due ordini di motivi. Il primo è quello di leggere gli eventi che hanno caratterizzato questi ultimi anni, in particolare l’appena citata crisi, nonché gli scandali e i dissesti nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche, proprio alla luce del fine assegnato a tali organizzazioni produttive. Il secondo è quello di proporre un principio-guida, denominato “interesse primario dell’azienda”, che sia applicabile a tutte le classi di aziende, siano esse imprese, amministrazioni pubbliche o a­zien­de non-profit, e che sia in grado di orientare tali organizzazioni verso il bene comune degli stakeholder e della collettività, senza dimenticare la necessità delle organizzazioni stesse di sopravvivere e svilupparsi nel tempo. L’analisi che porterà alla proposta e alla specificazione dei contenuti dell’in­te­resse primario dell’azienda intende dare, tra l’altro, una possibile risposta ad una serie di domande, tra le quali si richiamano le seguenti: perché esistono le aziende, sia quelle di produzione per il mercato, ossia le imprese, sia quelle di produzione per l’erogazione (amministrazioni pubbliche e aziende non-profit)? Qual è e quale dovrebbe essere il loro fine? Come gli assetti di proprietà e governo influiscono sullo stesso? Qual è l’effetto che gli interessi particolari degli operatori aziendali, siano essi deleganti o delegati, possono avere sulla sopravvivenza e lo sviluppo delle aziende? Perché tali interessi tendono talvolta a ostacolare la capacità delle aziende di sopravvivere e svilupparsi? Quale principio-guida per orientate le diverse classi di aziende verso un modello di sviluppo sostenibile orientato al bene comune dei soggetti che partecipano alla creazione del valore aziendale e, più in generale, della collettività?

Il libro è articolato in cinque capitoli, le cui relazioni sono espresse nella figura sottostante.


Il primo capitolo si pone come obiettivo quello di delineare quali sono gli attributi che consentono di tracciare i confini dell’azienda, nonché le sue condizioni di esistenza e funzionamento. Questa analisi risulta propedeutica a quella che sarà svolta nei capitoli successivi, giacché, ancor prima di parlare di finalismo aziendale è opportuno chiarire cosa si intende con il concetto di azienda.

Il secondo capitolo analizza le forze interne (es. cultura manageriale, interesse di chi ha il potere di controllo) ed esterne (es. competitività del mercato, normativa) all’azienda che condizionano la scelta e il raggiungimento del fine aziendale, qualunque esso sia, per comprenderne la natura, cioè quali lo favoriscono e quali sono di ostacolo, e la loro l’intensità. Tale analisi mira ad analizzare l’effetto che le forze interne ed esterne possono avere sulla sopravvivenza e lo sviluppo delle aziende, fornendo indicazioni utili alla scelta di un fine aziendale sostenibile.

Nel terzo capitolo viene quindi proposto il concetto di interesse primario aziendale, inteso come principio-guida e bene comune applicabile a tutte le classi di aziende. Esso si compone di due elementi interdipendenti: il soddisfacimento dei bisogni attraverso la produzione di beni e servizi utili e il rispetto di una condizione di sopravvivenza e sviluppo, sintetizzata con il termine creazione di valore sostenibile. Tali elementi trovano il loro fondamento teorico nell’in­ter­sez­ione di tre teorie: la teoria amaduzziana dell’equilibrio, la teoria degli stakeholder e la teoria del bene comune della Dottrina sociale della Chiesa. Il capitolo suggerisce anche come diffondere la cultura dell’interesse primario.

Per dare utilità pratica al principio-guida dell’interesse primario, nel quarto capitolo esso viene considerato come parte centrale della mission, intesa come documento formale che esplicita la ragion d’essere dell’azienda, il perché l’a­zien­da esiste. L’analisi degli elementi della mission consente di esplorare la condizione di creazione di valore sostenibile (secondo elemento dell’interesse primario), in particolare per chi, come e in che tempi le aziende devono creare valore.

Il quinto capitolo esplicita, per le diverse classi di aziende, i contenuti degli elementi che compongono l’interesse primario, in particolare quello relativo alla creazione di valore sostenibile. Sulla base dei rapporti che instaurano con il mercato di riferimento e del loro interesse primario sono distinte le aziende di produzione per il mercato (le imprese) da quelle di produzione per l’erogazione (am­mi­nistra­zioni pubbliche ed organizzazioni non-profit). Questa specificazione, tra l’altro, ha il fine di comprendere, nelle classi di aziende considerate: 1) come viene raggiunto l’equilibrio economico e come lo stesso viene misurato, ossia le concrete possibilità di verificare il valore creato; 2) la natura, la direzione, l’intensità delle forze interne ed esterne che favoriscono o ostacolano il raggiungimento dell’interesse primario; 3) gli effetti della diffusione di una cultura organizzativa dell’interesse primario. Il testo termina con la sintesi dei cinque capitoli e le principali conclusioni cui si è pervenuti.
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