Interesse primario dell'azienda

Clicca qui per scaricare l'indice del libro

Tesi sull'interesse primario dell'azienda






Slide postate su LinkedIn


Recensione del libro (Filippo Cucuccio)



1) Cos'è l'azienda;
2) Cos'è l'interesse primario dell'azienda;
3) Il fondamento teorico dell'interesse primario dell'azienda;
4) Interesse primario nelle diverse classi di aziende (imprese, amministrazioni pubbliche e aziende non-profit);
5) Come rendere concretamente applicabile il principio guida dell'interesse primario?
6) Interesse primario dell'azienda nella definizione di conflitto di interessi


1) Cos'è l'azienda

Di seguito il concetto economico-aziendale di azienda utilizzato nel libro "Interesse primario dell'azienda come principio-guida e bene comune". Sono tre le classi di aziende considerate: Imprese, amministrazioni pubbliche e aziende non-profit. Il Capitolo I del libro è dedicato all'azienda e agli attributi di aziendalità (visione sistemica, o sistematicità, autonomia decisionale ed economicità).  


2) Cos'è l'interesse primario dell'azienda

L’interesse primario dell’azienda è un principio-guida volto ad orientare qualsiasi classe di azienda verso il bene comune degli stakeholder e della collettività, senza trascurare la necessità dell'azienda stessa di sopravvivere e svilupparsi nel tempo. L'interesse primario risponde alla domanda sul perché esiste l’azienda, ossia qual è la sua ragion d’essere, il suo ruolo nell’economia, e comprende due elementi in­ter­dipendenti: 1) il fine del “soddisfacimento dei bisogni attraverso la pro­du­zione di beni e servizi utili”, ossia il perché l’azienda realizza certi beni e servizi; 2) una condizione di soprav­vivenza e sviluppo, riassunta con il termine “crea­zio­ne di valore sostenibile”, che considera l’azienda come un sistema dinamico atto a per­du­rare, tendente a servire il bene comune.

 Il bene comune dell’azienda è raggiungere il suo interesse primario 
 Governare nell'interesse primario dell'azienda previene la corruzione 

Il framework sottostante evidenzia gli elementi che compongono l'interesse primario (descritti nel Cap. IV del libro), nonché cosa l'azienda produce e come produce (ossia il modello di attività - modello di business nel caso delle imprese). Il framework rappresenta un pensiero integrato, che mette insieme tre modelli: Il modello mentale (ossia il fine aziendale del soddisfacimento dei bisogni attraverso la produzione di beni e servizi utili); il modello di business; e il modello di misurazione delle performance, composto dai quattro equilibri interdipendenti che insieme formano l'equilibrio complessivo.

L’azienda raggiunge l’equilibrio complessivo quando, date certe forze interne ed esterne, non è possibile migliorare una delle singole condizioni di equilibrio (economico, finanziario, monetario e di interessi) senza peggiorare, nel lungo termine, la condizione di sopravvivenza e sviluppo (quantitativo e/o qualitativo) dell’azienda. Si può anche affermare che l’equilibrio complessivo è un sistema di equilibri particolari (di equazioni), ossia un insieme di quattro equilibri, tra loro interrelati, che la soluzione del sistema (sopravvivenza e sviluppo sostenibile dell’a­zienda nel lungo termine) deve soddisfare simultaneamente.


L’azienda è strumentale al soddisfacimento degli interessi dei suoi stakeholder, come pure questi ultimi sono strumentali all’interesse della prima. L’azienda, al pari di un qualsiasi individuo, non ha solo doveri ma anche diritti. Un qualsiasi stakeholder che consideri l’azienda come strumentale ai suoi interessi deve tener conto che la sua irresponsabilità può generare danni all’azienda stessa e ad altri stakeholder (e talvolta anche a se stesso). 

3) Il fondamento teorico dell'interesse primario dell'azienda

Il fondamento teorico dell’inte­res­se primario deriva dall’intersezione di tre teorie: la teoria amaduzziana dell’e­qui­librio aziendale [Amaduzzi, 1948], nella versione rivisitata da Cavalieri [2010] (d’ora in poi anche teoria del­l’equilibrio) che ne ha esteso l’applicabilità dalle imprese a tutte le classi di aziende (amministrazioni pubbliche ed organizzazioni non-profit), la teoria degli stakeholder e la teoria del bene comune della Dottrina sociale della Chiesa, anch’esse applicabili a tutte le aziende.



Analizzate singolarmente le tre teorie presentano vantaggi e limiti riguardo il finalismo aziendale e le condizioni da rispettare per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda. Tuttavia, i limiti di una o più teorie trovano compensazione nei vantaggi espressi dalle altre. La forza dell’interesse primario risiede proprio nella modalità con cui tali teorie sono combinate tra loro. Il capitolo III del libro spiega il fondamento teorico dell'interesse primario e le varie intersezioni della figura di cui sopra.

Lezione all'EMBA sull'interesse primario dell'azienda (22-24 novembre 2017)

Presentazione del libro sull'Interesse primario dell'azienda nell'ambito del convegno (8 maggio 2018)

4) Interesse primario nelle classi di aziende

Nonostante il principio-guida dell’interesse primario sia valido per tutte le classi di aziende è necessario specificare i suoi contenuti nelle diverse classi, soprattutto con riferimento al concetto di creazione di valore sostenibile. Proporre una definizione avente valore universale rischia di condurre ad una serie di semplificazioni che fanno scivolare dal generale al generico, rendendo inutile la definizione stessa. In effetti, il “per chi” e “come” creare va­lore di un’impresa non può che assumere contenuti diversi rispetto a quanto ravvisabile in un’am­mi­­nistra­zione pubblica o in una organizzazione non-profit. Il capitolo V del libro tratta questo aspetto, avendo come framework la figura sottostante. 





6) Interesse primario dell'azienda nella definizione di conflitto di interessi
Comments