Perché le statue greche rappresentano solo uomini e donne belli? Adesso vi spiego perché!
"Kalos kai agathos" letteralmente "bello e buono" è questo il concetto sotteso all'arte e alla filosofia greche.
La Bellezza per i Greci coincide con il Bene, non solo inteso in senso estetico, ma concepito anche sotto il punto di vista morale. Pertanto l'armonia e la perfetta proporzione tra le parti della figura rappresentano il riflesso di una perfezione anche interiore, ovvero del possesso di quelle qualità morali che devono contraddistinguere il buon cittadino.
Bronzista e Teorico, Policleto nasce ad Argo ed è attivo tra il 465 e il 417 a.C.
Della sua opera non ci sono pervenuti originali ed è stato quindi possibile studiarla solo attraverso le molteplici copie romane.
A lui si deve l'elaborazione del Canone, partendo dallo studio della natura e misurando diverse persone, ne ricava delle misure medie, elaborando successivamente un sistema di misure ideali per la rappresentazione del corpo umano. Tali misure corrispondono a dei rapporti matematici tra le parti che sono stati però elaborati sulla base dello studio del dato naturale.
Questo insieme di regole viene riunito da Policleto in un trattato, il Canone (dal greco "regola"), di cui sono pervenuti sino a noi solo alcuni frammenti. Tuttavia, tali regole sono esemplificate dalla sua opera più celebre: il Doriforo.
Nell'opera di Policleto di Argo, Il Doriforo (portatore di lancia) sono racchiuse tutte le regole elaborate dall'artista ne Il Canone.
Nell'opera non troviamo più la rigida frontalità delle sculture precedenti, l'atleta è colto il movimento e il peso cade sulla gamba portante (la destra), il bacino si solleva e la spalla corrispondente si abbassa, la testa è leggermente inclinata e lo sguardo è rivolto di lato.
Il movimento non si limita ai soli arti come nella scultura arcaica, ma coinvolge tutto il corpo.
Per rappresentare una figura ideale Policleto stabilisce dei rapporti proporzionali tra le diverse parti del corpo, individuando la testa come modulo (unità di misura). Secondo il Canone policleteo la resta corrisponderebbe a 1/8 del corpo, moltiplicandola per tre si troverebbe la misura del busto e per 4 la misura delle gambe.
Policleto non si limita a rappresentare una bellezza ideale, ma riesce a conferire alla scultura anche equilibrio e naturalezza. Come?
Utilizzando lo schema del CHIASMO, ovvero la corrispondenza incrociata tra arti a riposo e arti in tensione.
I due arti in tensione sono la gamba destra portante, su cui poggia il peso del corpo, e il braccio sinistro che regge la lancia (ormai perduta), mentre gamba sinistra e braccio destro sono a riposo secondo uno schema a forma di "X" detto chiasmo.
Il superamento della staticità della scultura arcaica è superato con la ponderatio, la distrubuzione armonica dei pesi all'interno della figura che permette di conferire alla statua il senso di movimento.