"Va bene copiare quel che si vede, ma è meglio disegnare quello che non si vede più, se non nella memoria; è una trasformazione in cui l'immaginazione collabora con la memoria, e così non si riproduce se non quello che vi ha colpiti, cioè l'essenziale"
Edgar Degas appartiene al gruppo di artisti impressionisti sebbene per diverse ragioni egli sia da ritenersi un outsider rispetto al movimento, infatti per lui lo studio dei maestri rimarrà sempre un elemento imprescindibile.
Di famiglia benestante, studia all'Ecole de Beaux-Arts e nele 1856 intraprende un viaggio in Italia per approfondire i suoi studi e ammirare i grandi maestri del Rinascimento. Tornato a Parigi stringe amicizia con Manet con cui condividerà la passione per le stampe giapponesi e inizierà a frequentare il Café Guerbois luogo di ritrovo amato dagli Impressionisti.
"Nessuna arte è così poco spontanea come la mia". (Degas)
Perché Degas non apprezzò l'appellativo di impressionista e preferì definirsi realista?
Lo stile di Degas non riflette molte delle prerogative impressioniste, e infatti egli preferiva definirsi realista. Degas al contrario dei suoi colleghi predilige la pittura in studio e la luce artificiale anziché ritrarre i suoi soggetti en-plein-air in balia degli effetti della luce del sole, le sue opere sono frutto di molteplici disegni preparatori e non di un'azione istintiva, tutto nella composizione è studiato nel dettaglio e non lascia nulla al caso, non rinuncia nemmeno a bianco, nero e mezzetinte per i colori puri come gli amici impressionisti.
Per Degas anche l'impressione della realtà deve essere frutto di un attento studio, per creare quell'illusione del qui e ora ogni elemento deve essere studiato e conosciuto con cura. A tale studio devono collaborare immaginazione e memoria dell'artista, di modo da riuscire a rappresentare non tutto quello che si vede, ma a coglierne l'essenza.
Conosciuto come il pittore delle ballerine Edgar Degas si dedicherà a ritrarre le danzatrici dell'Opera di Parigi, ma anche le corse dei cavalli, l'interesse dell'artista si concentra sul movimento.
Ma dov'è allora la spontaneità e l'immediatezza tanto amata dagli impressionisti?
Nelle numerose tele dedicate alle danzatrici, queste non sono mai colte in posa o nel mezzo dell'esibizione viste dalla platea come ci si potrebbe aspettare, Degas offre invece al nostro sguardo momenti di intimità, le ballerine sono ritratte in sala prove, o mentre si riposano dopo un'esibizione o ancora dietro le quinte, attimi privati "rubati" che fanno sentire spesso l'osservatore come un voyeur che spia dal buco della serratura.
L'intenzione di Degas è quella di cogliere la naturalezza e l'impressione di un momento strappato alla realtà e alla routine, ma come lui stesso sottolinea per "stregare la realtà" e dare il senso di naturalezza l'immagine deve essere costruita con abilità.
è proprio l'attenzione alla spontaneità di gesti e azioni che lo accomuna agli altri impressionisti.
La fotografia è uno degli strumenti preferiti da Degas per la fase preparatoria delle sue opere e costituisce una fonte di ispirazione che si ritrova nelle scelte compositive.
Le sue tele possiedono spesso un taglio fotografico, in cui la porzione di scena rappresentata sembra proseguire oltre il bordo della tela.
Un altro aspetto desunto dalla fotografia è l'uso di inquadrature insolite, come il taglio obliquo adottato per la Classe di danza che contribuisce a dare il senso di profondità alla scena.
La classe di danza, 1873-75, olio su tela, 85x75 cm, Parigi Musee d'Orsay
Non sono ballerine sotto le luci della ribalta, ma sono giovani danzatrici quelle rappresentate nella "Classe di Danza" di Degas, colte in un momento di rilassatezza, forse al termine di una lezione. Le giovani assistono alla prova di una loro compagna che sta provando dei passi davanti all'anziano maestro. Sono gesti spontanei e quotidiani studiati nel minimo dettaglio quelli che l'artista raccoglie in questo dipinto: a sinistra una ragazza si gratta la schiena incurante delle altre, un'altra al suo fianco si fa aria con un ventaglio, sullo sfondo alcune ballerine sedute si riposano, mentre un'altra alle loro spalle si massaggia il collo. Atteggiamenti che possiamo spiare senza essere visti, dal un punto di vista ribassato, quasi fossimo seduti in disparte a osservare di nascosto la scena.
L'illusione di profondità della scena è accentuata dal taglio obliquo della composizione sottolineato dalla linee del parquet e contribuisce a conferire dinamismo all'immagine.
I colori sono accostati per macchie come nella tecnica impressionista, così come l'attenzione alla luce, entrambi gli aspetti contribuiscono a dare un senso di luminosità alla scena.
L'apparente fugacità della scena fermata sulla tela è in realtà frutto di un lungo studio preparatorio in cui ogni elemento è pensato per dare un'impronta di verità e quotidianità alla scena. Quella quotidianità che per le ballerine era frutto di sudore, allenamenti e fatica e non l'eccezionalità della perfezione nell'esibizione finale.