Di famiglia modesta, frequenta la scuola d'Arte a Parigi dopo aver dimostrato un'ottima predisposizione per la pittura. A Parigi si avvicina agli ambienti e alle opere del più anziano Manet e sarà sempre nella capitale francese, alcuni anni dopom che conoscerà alcuni dei pittori che con lui formeranno il gruppo impressionista grazie alla frequentazione del Café Guerbois tra cui Degas. L'interesse di Monet si orienta verso l'uso del colore e si allontana dalle regole accademiche. Come altri impressionisti ammira Manet e il suo stile moderno, caratterizzato da immediatezza e colori piatti e dai forti contrasti, senza attenzione al chiaroscuro. Monet è affascinato dalla luce e dalla sua mutevolezza, il soggetto diverrà progressivamente un pretesto per studiare la percezione soggettiva.
Solo dopo il 1880 Monet potrà considerarsi un artista affermato, ormai riconosciuto da pubblico e critica e sceglierà di ritirarsi nella sua casa a Giverny, circondato da un giardino progettato personalmente che gli offrirà infinite occasioni per lo studio della luce e dell'acqua attraverso la famosa serie delle ninfee a cui dedicherà circa 250 tele.
Oggi ci dedichiamo a questo dipinto, proprio l'opera che il critico Louis Leroy nel giornale Le Charivari del 25 aprile 1874 paragona a una carta da parati ancora da terminare, dopo averla vista esposta alla prima esposizione impressionista.
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Ma qual è il soggetto di questo dipinto a cui Monet attribuisce il titolo di "Impression, soleil levant" ovvero "Impressione, sole nascente"?
Si tratta di un'opera che rappresenta l'alba sul porto di Le Havre avvolto nella foschia del mattino. Sullo sfondo si intravedo gru, ciminiere, fumanti e un veliero resi in modo schematico con poche pennelate veloci di un blu grigiastro, più che vederli sembra di intuirli nella foschia dell'alba. Nella parte centrale del dipinto le sagome nere di due barche di pescatori , circondate solo dal mare. Ed è la luce l'elemento unificatore che fonde all'orizzonte acqua e cielo rendendo indistinguibili i confini dell'uno e dell'altro. La fonte di luce è proprio quel sole sullo sfondo reso come una palla infuocata di colore puro. Sono colori complementari che dominano la scena, l'arancione dell'alba e i blu dell'acqua e della nebbia che tutto avvolge e rende quest'opera non un semplice paesaggio, ma l'impressione dell'alba sul porto.
Criticato da Leroy è lo stile del dipinto che pare un bozzetto non finito irrispettoso di qualsiasi regola accademica, anziché una tela finita.
Dal 1890, dopo lo scioglimento del gruppo impressionista avvenuto con l'ultima esposizione del 1186, Monet inizia a dedicarsi alle sue "serie". Si tratta di numerose tele dedicate a un medesimo soggetto, il primo di questi sarà quello dei Covoni, tra i più famosi quelli dedicati alla Cattedrale di Rouen e alle Ninfee.
L'interesse di Monet non è quello di rendere in modo oggettivo il soggetto, cogliendone dettagli e particolarità, ma al contrario, il soggetto diviene la luce e il suo gioco di colori e riflessi sulle superfici.
Inizialmente l'intenzione di Monet è quella di registrare l'impressione momentanea determinata dalle condizioni di luce di quel preciso istante in cui egli si siede davanti al suo cavalletto e inizia a dipingere, successivamente l'attenzione si sposta sull'analisi di una realtà in continuo divenire, che muta costantemente.
Tra il 1982 e 1984 dedica 50 tele alla Cattedrale di Rouen, la facciata gotica dell'edificio è ritratta sempre dalla stessa angolazione colta da una camera dell'albergo "Au Caprice" . Egli non è interessato a cogliere i meravigliosi dettagli decorativi della cattedrale, ma a registrare l'istantaneità del momento, tanto da abbandonare una tela e cominciarne una nuova non appena le condizioni di luce sono mutate.
Claude Monet Lo stagno delle ninfee
Perché Monet ha dipinto uno stesso soggetto innumerevoli volte? Proviamo a comprenderlo leggendo le sue parole!
"Ho dipinto tante di queste ninfee, cambiando sempre punto di osservazione, modificandole a seconda delle stagioni dell'anno e adattandole ai diversi effetti di luce che il mutar delle stagioni crea. E, naturalmente, l'effetto cambia costantemente, non soltanto da una stagione all'altra , ma anche da un minuto all'altro, poiché i fiori acquatici sono ben lungi da essere l'intero spettacolo, in realtà sono solo il suo accompagnamento. L'elemento base è lo specchio d'acqua, il cui aspetta muta ogni istante per come brandelli di cielo vi si riflettono conferendogli vita e movimento. Cogliere l'attimo fuggente, o almeno la sensazione che lascia, è già sufficientemente difficile quando il gioco di luce e colore di concentra su un punto fisso, (...) ma l'acqua, essendo un soggetto così mobile e in continuo mutamento, è un vero problema."