Il movimento cubista nasce nel 1908, quando Matisse in occasione del Salon, e in qualità di membro della commissione che valuta le opere, non volle ammettere alcune opere di Braque, raffiguranti paesaggi e li definì al critico Vauxcelles come composti di "piccoli cubi", fu quest'ultimo a coniare il termine Cubismo.
Fondatori del movimento cubista furono Pablo Picasso e George Braque, tale movimento fu anticipato dall'opera, già pienamente cubista, "Le demoiselles d'Avignon" di Picasso nel 1907. Con la prima guerra mondiale si concluderà anche l'esperienza cubista e i due artisti si dedicheranno a nuove sperimentazioni.
Per meglio comprendere la base di questo movimento possiamo pensare a un cubo. Se noi lo disegniamo utilizzando la prospettiva del nostro cubo potremo raffigurare solo tre facce di cui una corrispondente a quella dell'oggetto reale, le altre deformate perché rappresentate in prospettiva. Se invece noi del cubo ne disegniamo lo sviluppo, il nostro disegno riporterà le sei facce del cubo le une accanto alle altre, se poi ritagliassimo il foglio potremmo ricostruire il nostro cubo.
Il disegno in prospettiva riproduce come noi percepiamo l'oggetto quando lo vediamo, lo sviluppo della figura ci permette invece di rappresentare tutte le facce di quel cubo, secondo una visione più analitica.
Lo scopo del Cubismo è quello di rappresentare le figure secondo un approccio di tipo conoscitivo, la nostra indagine del soggetto non può limitarsi a un unico punto di vista, per comprenderle nella sua totalità è quindi necessario osservare le figure da angolazioni diverse.
L'idea cubista può essere riassunta con queste parole, disegno quello che so, non quello che vedo. Proprio grazie a questo aspetto conoscitivo nelle opere cubiste possiamo osservare elementi che sarebbero osservabili solo da diversi punti di vista (la bocca frontale, il naso di profilo, la schiena) in un'unica immagine. Questo movimento attorno all'oggetto richiede una quarta dimensione (oltre a quelle note alla pittura) quella del tempo che viene così trasferita sulla tela. Il tempo è interpretato dunque dagli artisti come possibilità di riprodurre il movimento attraverso un'immagine che sovrappone punti di vista diversi ripresi in momenti successivi.
Un importante stimolo e fonte di ispirazione per gli artisti cubisti fu la cronofotografia di Marey e Muybridge che registrazione di più fasi di un movimento in una singola immagine.
Tra le principali caratteristiche del Cubismo sono da annoverare: la cesura netta con il passato, intesa in senso stilistico, poichè i soggetti (figure, nature morte, nudi) sono perlopiù tradizionali; la rottura del punto di vista unico; la ricerca della verità oltre l'apparenza dell'occhio, la rappresentazione di una quarta dimensione il tempo; l'introduzione di tecniche nuove come papier collés e collages.
Gli artisti cubisti si ispirarono alle opere del post-impressionista Paul Cezanne (1839-1906). Nella sua attenta indagine dei soggetti, l'artista si era concentrato sempre di più sull'analisi e la scomposizione in forme semplici. Particolarmente evidente nella serie di dipinti dedicati da Cezanne alla montagna, il soggetto appare sempre più geometrizzato senza tuttavia perdere mai del tutto la riconoscibilità. Sarà questo aspetto legato alla geometrizzazione e analisi a costituire la premessa per lo sviluppo del Cubimo.
La prima fase del Cubismo che va dal 1909 al 1912 è chiamata Cubismo analitico. Nelle opere di questo periodo oggetti quotidiani vengono scomposti secondo i diversi piani che li compongono per essere successivamente ricomposti sulla tela. Questa operazione compromette la riconoscibilità degli oggetti ritratti che sono presentati con più viste contemporanee. La tavolozza di questo perioso risulta essere quasi monocromatia e caratterizzata da tinte scure e brunastre.
Nella seconda fase, detta del Cubismo analitico, che va dal 1912 al 1917, gli oggetti vengono frammentati nelle loro parti e poi ricomposti sulla tela andando così a comporre oggetti nuovi e fantastici. I nuovi oggetti non hanno attinenza con quelli che li hanno generati e vivono di vita propria dando vita a composizioni brillanti e non verosimili, anche se alcuni aspetti permangono riconosibili.
Con questa azione si compie quell'equivalente per cui natura e pittura avrebbero la medesima importanza, secondo Picasso "la natura è una cosa, la pittura un'altra", la pittura non deve per forza imitare la natura, ma ha diritto di esistere indipendentemente dalla prima.
Con la fase del Cubismo analitico appaiono anche i primi Papiers Collés (introdotti da Braque) e i primi Collages, inventati da Picasso. Nei primi attraverso l'incollatura tipi di carte differenti entrano a far parte dell'opera, con i collage Picasso utilizza materiali di tipo diverso integrandoli alla materia pittorica.
Queste opere costituiscono una rivoluzione nell'arte di quel periodo, per la prima volta infatti elementi e materiali del mondo reale, entrano a far parte di un'opera cambiando di significato. Si infrange quel confine tra realtà e pittura.