1853 - 1890
Van Gogh è sicuramente uno degli artisti più noti al giorno d'oggi, le sue opere sono state riprodotte su ogni genere di merchandising , è difficile credere che nel corso della sua vita egli sia riuscito a vendere solo un quadro, eppure la sua fortuna la deve alla cognata che dopo la morte di Vincent, seguita alcuni mesi dopo da quella del fratello promuoverà la sua produzione artistica.
Van Gogh nasce in un piccolo paesino olandese, Grot Zundert, nel 1853, ma si dedicherà alla pittura solo a partire dal 1882 dopo aver sperimentato una moltitudine di professioni diverse, alla ricerca incessante di un suo spazio nel mondo: dal lavoro presso un mercante d'arte, all'incarico come pastore protestante fino alla scoperta della passione della pittura come mezzo per esprimere le proprie emozioni. Una produzione vastissima, circa 800 opere realizzate in un brevissimo periodo di tempo, solo sette anni, morirà nel 1889, forse autoinfliggendosi un colpo di pistola. Tantissimi i suoi autoritratti. che ci permettono di studiare l'evoluzione del suo modo di dipingere e l'evolvere del suo stato di salute, caratterizzato dalla malattia mentale e da uno stato di profonda solitudine, colmato solo in parte dal fratello minore Theo a cui rimarrà sempre profondamente legato. Nella sua opera arte e vita si fondono in un connubio indissolubile e le centinaia di lettere inviate a Theo, da sempre suo sostenitore e finanziatore, ci offrono la chiave di lettura delle sue opere e del suo modo di intendere la pittura.
Gli esordi pittorici di Van Gogh sono di stampo realista, Vincent ammira le opere di Millet e si dedica allo studio di soggetti umili. Non ha una formazione artistica canonica, si dedica alla pittura molto tardi, nel 1880 è a Bruxelles dove studia per un breve periodo anatomia e prende lezioni di disegno prospettico, seguiranno alcune lezioni di pittura a l'Aia. Nel 1886 raggiunge il fratello a Parigi ed entra nell'atelier di Fernand Cormon, la città francese gli offre la possibilità di entrare in contatto con la cerchia degli artisti impressionisti e postimpressionisti, il rapporto più stretto, seppur conflittuale sarà con Paul Gauguin. Sucessivamente Vincent lascerà la città per trasferirsi nella campagna francese, prima ad Arles e poi a Saint-Remì de Provence e infine a Auvers-Sur-Oise.
Il suo stile inizialmente trae ispirazione dal Realismo e dai contadini ritratti da Millet che ben si sposano con i suoi ideali socialisti. Van Gogh è attratto anche dall'uso dei toni scuri dell'olandese Rembrandt e dalla naturalezza delle immagini di interni di Vermeer, spunti per l'elaborazione di un suo stile personale.
Dopo l'incontro con la pittura impressionista e grazie alla passione per le stampe giapponesi il suo stile muterà forma e si orienterà nella direzione di una pittura fortemente materica, stesa con pennellate veloci e poco definite, con giustapposizione di colori puri e forti contrasti, con un effetto di grande immediatezza.
L'arte diviene il modo per indagare se stesso e il mondo che lo circonda e, al tempo stesso, le sue tele divengono lo specchio delle sue emozioni.
Con il suo stile Van Gogh sarà considerato un precursore dell'Espressionismo.
Vincent van Gogh, 1885
olio su tela, 81,5x114,5 cm.
Amsterdam, Van Gogh Museum
"Un contadino è più vero con i suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a messa la domenica con una sorta di abito di società. Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorte di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, di fumo, vapori che si legano dalle patate bollenti, va bene, non è malsano."
La prima tela di grandi dimensioni cui si dedica è un quadro di contadini, una famiglia raccolta alla luce di una lampada a olio a consumare un misero pasto composto da patate e caffè nero bollenti. I loro volti e le loro mani sono segnati dalla fatica, Van Gogh rifiuta qualsiasi abbellimento della realtà e usa la deformazione in senso espressivo, attraverso la spigolosità e l'accentuazione dei tratti e delle mani nodose, accentuate dalla luce, per sottolineare la fatica e la rassegnazione di questa gente. Non c'è la volontà di suscitare pietà in chi osserva, ma c'è un intento morale e sociale, i soggetti vengono rappresentati con dignità, poiché come sostiene Van Gogh, si sono guadagnati il loro cibo con la fatica del lavoro. Il dipinto risponde a un nuovo canone di bellezza, anche la tecnica pittorica deve riflettere il soggetto rappresentato, non può impreziosirsi di delicate sfumature e della perfezione bel disegno come i soggetti della pittura accademica, la superficie ruvida si sposa meglio con l'idea la semplicità e la condizione di vita delle figure rappresentate.
Non viene trascurata nemmeno l'intima familiarità dei soggetti, rivelata dai gesti e dagli sguardi che si rivolgono nel buio della loro casa, arredata di poche suppellettili e della stampa di una crocifissione.
L'opera, contraddistinta dall'uso di verdi cupi, sembra quasi un monocromo. L'uso della deformazione sarà fonte di ispirazione per gli artisti espressionisti.