La frammentazione politica del territorio italiano nell'Italia del Quattrocento e il fenomeno del mecenatismo favoriscono la nascita di una molteplicità di centri culturali nelle principali città italiana contraddistinte dalla presenza di signori locali che fanno dell'arte uno strumento politico di legittimazione del proprio potere. Così il nuovo linguaggio artistico si diffonde assumendo diverse sfumature a seconda delle influenze, delle tradizioni e del mecenate che lo sovvenziona, tanto da parlare di Rinascimenti.
Interesse per l'antico e per una rappresentazione geometrica e prospettica dello spazio sono i due principali elementi in comune delle diverse declinazioni stilistiche dello stile rinascimentale. Questo viene inoltre influenzato dalle esigenze della committenza e dai valori simbolici che questa vuole veicolare attraverso le opere. Le richieste aumentano e includeranno una varietà di opere che non si limita più alle arti maggiori, ma che include anche elementi di arredo, oreficeria e apparati per feste e giostre.
Tre sono le principali tendenze assunte dallo stile rinascimentale:
quella matematica che contraddistinguerà la corte di Urbino sotto il dominio di Federico da Montefeltro, magistralmente interpretata da Piero della Francesca, quella archeologica sviluppatasi a Padova e quella filosofica incentivata dall'azione di Lorenzo il magnifico di qui si faranno portatori filosofi e artisti tra cui il pittore Sandro Botticelli.