Con l'ascesa al potere del nazionalsocialismo in Germania l'arte moderna subirà un duro attacco. Il Nazismo interpreta questa produzione artistica come espressione della cultura, socialista, ebraica e bolscevica e bolla come degenerata la produzione delle Avanguardie storiche del primo Novecento e di alcuni artisti del Post-Impressionismo. Tali opere non solo saranno esposte al pubblico ludibrio, ma saranno sequestrate dai musei che le ospitano, vendute all'estero o bruciate. L'individualismo che contraddistingue le espressioni artistiche delle Avanguardie, frutto dell'espressione del singolo artista, viene ripudiato a favore di uno stile che promuova l'ideologia del Reich e i valori della nuova "razza ariana".
A guidare la condanna all'arte moderna è il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. L'azione di condanna culmina con la mostra organizzata a Monaco nel 1933 e dedicata all'Entartete Kunst (arte degenerata) dal titolo "Mostra dell'arte degenerata". Esposizione che diverrà itinerante e verrà successivamente allestita in 13 città tedesche e austriache per presentare al pubblico opere di grandi artisti come Klee, Mondrian, Kandinskij, Picasso, Kirchner, Nolde e tantissimi altri ed etichettarle come frutto di perversione e dissolutezza dei costumi e affronto al buon gusto. Nella mostra le opere saranno esposte in modo disordinato, senza cornice o appese storte, alcune affiancate da foto di persone affette da deformità o disagio psichico.
Sarà Hitler nella stessa Monaco a inaugurare appena un giorno dopo un'altra mostra, la "Grande mostra dell'arte tedesca", a essere raccolte nelle sale sono le opere di artisti approvati dal regime. Un'arte in grado di promuovere quei valori e quegli ideali distorti promossi dal Nazismo. Sono opere che traggono ispirazione dal Neoclassicismo, immagini di atleti e uomini eroici che incarnano il modello dell'uomo ariano. Una produzione che promuove un'idea gloriosa della Germania e di ritorno all'ordine attraverso forme perfette e idealizzate, figure senza tempo e dal forte valore simbolico, che idealmente riconoscono nella Germania contemporanea l'erede della Grecia antica. Un esempio è il documentario "Olympia" realizzato da Leni Riefenstahl.
L'appropriazione di opere d'arte da parte del regime avviene soprattutto attraverso la sottrazione di queste a famiglie ebree e rappresenta un ulteriore elemento che concorre all'annullamento culturale e sociale di un popolo. Ad alcune opere venne perfino cambiato il titolo, come accadde al famoso ritratto di Adele Bloch Bauer dipinto da Gustav Klimt, per eliminare qualsivoglia legame con la provenienza dell'opera, evidente nel cognome ebreo della donna ritratta. Assieme alle opere d'arte viene sotratto qualsiasi oggetto che possieda un valore economico.
Molte delle opere d'arte che vengono sotratte finiscono nelle collezioni di Hitler o del suo braccio destro Hermann Goering, si tratta di molt opere del Rinascimento italiano e tedesco. La volontà di appropriarsi di tali opere è legata anche a un tentativo di elevarsi al rango sociale di quella aristocrazia tanto invidiata.
Nei sogni del Fuehrer la sua vasta collezione sarebbe dovuta confluire in un nuovo museo da lui progettato per la città di Linz.
Nel corso della seconda guerra mondiale le collezioni d'arte del regime furono nascoste in svariati luoghi tra cui il castello di Neuschwanstein in Baviera e svariate miniere in Austria e Germania per preservarle dai bombardamenti. Poco prima di suicidarsi, il 19 marzo 1945, Hitler firma il decreto che verrà poi ricordato come Nerone, per distruggere tutte le infrastrutture della Germania nazista di modo che non potessero essere utilizzate dagli alleati. Anche le miniere ospitanti le opere d'arte sarebbero state coinvolte, per vicissitudini non del tutto chiarite fortunamente si salvarono.
Con l'espressione Monuments men si indica quel cospicuo gruppo di uomini e donne esperti delle belle arti e dei beni culturali, tra cui storici e archeologi, che prestarono servizio presso la Mfaa (Monuments Fine Art and Archives), perlopiù privi di esperienza militare, in servizio presso gli eserciti alleati. Il loro compito fu quello di recuperare nel corso del secondo conflitto mondiale i capolavori d'arte sottratti dal regime nazista e portarle in salvo, evitandone la distruzione a causa dei bombardamenti. Una delle operazioni più importanti fu il ritrovamento di un gran numero di capolavori nel castello di Neuschwanstein in Baviera che richiese oltre sei settimane per essere svuotato.