Architettura e urbanistica sono due aspetti su cui la società romana si concentra sin dai primi secoli, ponendo una particolare attenzione sia all'organizzazione e allo sviluppo urbanistico delle città, in parte derivato dal modello etrusco, sia alla realizzazione di grandi infrastrutture (tra cui fognature, ponti, acquedotti, strade). I romani sviluppano e perfezionano il sistema archivoltato già in uso agli etruschi che diverrà elemento modulare base per diverse tipologie architettoniche.
La condizione privilegiata che vive l'architettura rispetto alle altre arti per i Romani si deve alla sua funzione. Quest'arte infatti si presta alla realizzazione di grandi opere pubbliche di cui può beneficiare tutta la comunità come ponti, acquedotti e fognature, ma anche terme e bagni pubblici.
I modelli architettonici verranno elaborati a Roma ed esportati nei territori dell'Impero adeguandoli alle peculiarità del paesaggio e alle tradizioni locali.
I nuovi insediamenti romani nascono inizialmente come accampamenti militari organizzati sulla base del modello urbanistico etrusco, a sua volta derivante da quello ellenistico. Le strade si articolano secono una griglia ortogonale attorno alle due strade principali, cardo e decumano, che conducono a quattro porte. Gli accampamenti si trasformano progressivamente in città.
Anche la campagna viene organizzata in regolare attraverso la centurazione: vasti appezzamenti di terreno vengono suddivisi in modo regolare in cento parti. Le centurie sono delimitate da strade e corsi d'acqua. Tale organizzazione richiede operazioni di disboscamento e bonifica dei terreni, nonchè di opere idrauliche per consentire l'irrigazione delle coltivazioni.
Con l'inizio del periodo repubblicano, si inizia la costruzione di un articolato sistema viario che arriverà progressivamente a collegare prima tutti i centri della Penisola e successivamente anche Europa, Vicino Oriente e Africa settentrionale.
La tecnica utilizzata è studiata in modo accorto per permettere non solo la viabilità, ma anche il deflusso dell'acqua piovana dalla superficie stradale.
Le strade romane hanno una larghezza di circa 3 metri e sono costituite da diversi strati, il primo quello più profondo è costituito da ciottoli che permettono di far defluire l'acqua, il secondo strato è composto da sabbia e ghiaia a sua volta sormontato da terra battuta. Infine si poggiano le lastre più ampie (summa crusta) che fungono da pavimentazione e che vengono disposte di modo da dare alla strada una superficie convessa così da far defluire l'acqua lateralmente e farla confluire nei fossati.