La cultura etrusca sviluppatasi a partire dall'VIII sec. a.C nei territori della penisola italica ha svolto una funzione fondamentale nello sviluppo di un linguaggio artistico nuovo e di elevata qualità artistica. Tale civiltà ha saputo cogliere gli influssi dell'arte e civiltà greca e rielaborarli in modi nuovi, andando a costituire la base per lo sviluppo dell'arte romana grazie anche al processo che vede la civiltà etrusca a partire dal V sec. a.C. a integrarsi progressivamente con quella romana.
Lo sviluppo della cultura e dell'arte romane sono dunque fortemente debitrici nei confronti di questa civiltà.
Gli etruschi partendo dall'influsso greco, dovuto anche alla presenza di numerosi artigiani greci nella penisola italica, lo rielaborano dando vita a linguaggio realistico di grande immediatezza e capacità espressiva. L'arte etrusca al contrario di quella greca non è espressione libera della creatività, ma risponde a precise esigenze di tipo religioso. La ricca produzione artistica ha una funzione precisa volta a ingraziarsi le divinità, a proteggersi, o a garantire una vita serena nell'aldilà, che gli etruschi considerano come un prolungamento della vita terrena. Proprio questo aspetto funzionale, al realismo della rappresentazione e a un certo gusto per la narrazione che confluiranno nell'arte romana.
Gli etruschi sono una civiltà urbana, costituita da città-stato indipendenti, ma con con la consapevolezza della condivisione di una medesima cultura. La struttura degli insediamenti romani è debitrice dell'impostazione urbanistica delle città etrusche. Le città sorgono in punti strategici, sotto il punto di vista difensivo o commerciale. Il luogo di fondazione di una nuova città è stabilito interpretando i segni divinatori, della loro lettura se ne occupa la potente classe sacerdotale. Una volta stabilito il luogo si procede a tracciare le due vie principali ortogonali tra loro, il cardo (nord-sud) e il decumano (est-ovest), seguono i solchi di confine della città e si delimitano infine le vie secondarie che andranno a contraddistinguere i diversi settori della città.
Uno dei sistemi costruttivi maggiormente usato dagli Etruschi, e successivamente impiegato dai Romani, è l'arco a tutto sesto, sebbene conosciuto già in precedenza, sono gli Etruschi che lo useranno in modo sistematico. L'arco a tutto sesto ha la forma di una semicirconferenza è formato da diversi elementi detti conci e appoggia su due sostegni laterali detti piedritti. Il concio centrale è detto concio di chiave, mentre l'arco interno è definito intradosso o sesto e quello esterno estradosso. La distanza tra due piedritti prende il nome di luce, il piano di imposta è invece il piano su cui si imposta l'arco.
La disposizione dei conci che esercitano una compressione gli uni contro gli altri permette di veicolare le spinte generate dal peso della parte parete soprastante a terra lungo i piedritti.
Per costruire l'arco è necessaria una struttura di supporto detta centina, che può essere rimossa solo quando l'arco è concluso. La centina e i montanti che la sostengono è detta armatura.
Il vantaggio nell'uso dell'arco anziché del sistema trilitico consiste nella possibilità di realizzare aperture di dimensioni maggiori nelle pareti.
Al contrario del tempio greco, quello etrusco è realizzato con materiali deperibili come legno, terracotta e mattoni. Il tempio etrusco, che fungerà da modello per quello romano, è anche detto "a podio" poiché la sua struttura di erge su un alto podio che possiede i gradini solo sulla parte frontale. Le dimensioni sono più contenute rispetto a quello greco ed è contraddistinto spesso da un pronao colonnato e dalla presenza di tre (o una) celle affiancate e dedicate a divinità diverse.
La decorazione scultorea è estremamente ricca, mentre lo stile delle colonne, di legno è semplice. L'ordine utilizzato è quello tuscanico, simile nel capitello al dorico, ma dotato di base (formata da un plinto a base circolare sormontato da un toro) con il fusto rastremato verso l'alto sebbene privo di scanalature. Le colonne sono vivacemente colorate.