Michelangelo
Buonarroti
1475 - 1564
1475 - 1564
Le sue opere scultoree vivono di una profonda e intensa umanità e forza drammatica. L'uomo è il soggetto privilegiato dell'indagine artistica di Michelangelo che diviene oggetto di approfondito studio e che lui rappresenta nella sua immagine ideale e perfetta. Michelangelo in particolare si concentra sulla resa plastica e monumentale delle figure, definite. Già nei disegni della sua formazione le figure appaiono solide e tridimensionali.
Per Michelangelo il raggiungimento della bellezza è vincolato allo studio della natura, la quale va tuttavia riprodotta nei suoi aspetti migliori, per giungere a una rappresentazione idealizzata, superiore alla bellezza esistente nella natura stessa. Il corpo umano, nella sua perfezione, è per l'artista l'esempio di massima bellezza.
La sua formazione avviene nella Firenze medicea presso la bottega di Domenico Ghirlandaio, il suo precoce talento è dimostrato dal fatto che il maestro si impegna a riconoscergli uno stipendio nonostante sia ancora un'apprendista. Si dedicherà allo studio delle opere dei grandi maestri come Giotto e Masaccio. Dopo i tre anni di apprendistato Michelangelo frequenterà il Giardino di San Marco, avendo accesso così alla collezione di opere d'arte antica medicee, ed entrando a far parte di quella cerchia di giovani talenti che il Magnifico voleva raccogliere nella sua corte. Così facendo Michelangelo si avvicina alla filosofia umanista e neoplatonica. Sarà proprio l'antico la principale fonte di ispirazione per l'artista.
Nel corso del suo apprendistato Michelangelo si era dedicato allo studio della pittura, per la scultura la sua formazione è invece da autodidatta. La sua fonte di ispirazione è l'arte antica, ma guarda sicuramente anche all'opera dei Pisano e di Donatello. Le caratteristiche che contraddistinguono la sua produzione scultorea emergono già in una delle sue prime opere, realizzata ad appena 17 anni, la Battaglia dei centauri.
Nella pratica scultorea la ricerca michelangiolesca verte su uno definizione attenta della muscolatura corporea, sull'accentuato dinamismo delle pose, grazie anche alla torsione che contraddistingue le figure, e alla raffinatezza nella resa del panneggio che avvolge i corpi.
Michelangelo, che per tutta la sua vita vorrà definirsi uno scultore, è profondamente convinto che le sue figure giacciano già nel blocco di marmo, quasi come fossero intrappolate e all'artista spettasse l'arduo compito di liberarle dalla materia che le imprigiona. Tale convinzione è supportata dalla filosofia neoplatonica che considera le idee già presenti nella materia. Michelangelo opererebbe dunque per sottrazione, "per via di levare", eliminando il marmo in eccesso e dando vita alle forme fino a quel momento celate alla vista.
Michelangelo, scultore, pittore, architetto e poeta, acquista notevole fama già nel corso della sua lunga vita (quasi 90 anni), questo è testimoniato dalla redazione di due biografie quand'egli è ancora in vita. Sarà Vasari nel suo testo le vite a definirlo come artista "talmente perfetto" da risultare insuperabile, considerandolo straordinariamente abile in qualsiasi arte si fosse applicato. La stessa cosa non si può dire per il suo carattere che viene da più voci descritto come litigioso e scontroso.
Con la tecnica del non finito, Michelangelo sembra sottolineare ancora di più la convinzione neoplatonica per la quale le idee sono già racchiuse nella materia. Verso la fine della sua vita, lasciando parte di alcune sue opere inconcluse, e portando invece al massimo livello di finituta le altre parti, Michelangelo conferisce ancora più forza a questa idea, evidenziando in modo concreto lo sforzo creativo e l'effetto di liberazione delle sue opere dal blocco in cui sono racchiuse. Ne sono un esempio le sculture dedicate ai Prigioni realizzati inizialmente per la tomba di Giulio II.