SOGNANDO LA SICILIA Il viaggio d'istruzione tanto atteso ....
Docente: Patrizia De Leonardis
9 aprile 2020
All’inizio, mi aveva incuriosito molto sentir parlare di Omero: il mistero del suo nome, il non sapere quando fosse nato o addirittura se fosse mai esistito.
Non avevo ben realizzato, allo stesso tempo, cosa potessi imparare leggendo l’Iliade o l’Odissea.
Difatti, l’epica sembra appartenere ad un’era lontanissima, troppo lontana dal nostro mondo, per essere interessante.
A primo acchito, sembra che nulla ci appartenga di un poema epico come l’Iliade: il linguaggio è difficile da capire, a volte è necessario leggere un verso più volte prima di comprenderlo bene, tanto da sembrare scritto per rimanere incompreso.
Ci sono immagini forti da visualizzare: un marito che lascia la sua casa per andare a combattere mentre sua moglie piange, perché sa che non lo rivedrà mai più. II cadavere di un guerriero trascinato via, l’ultimo respiro di un eroe che muore ucciso in battaglia, davanti agli occhi del suo più caro amico .
Violenza, morte, guerra: c’era bisogno, mi sono chiesta, di conoscere l’Iliade?
Non si indossano più armature ed elmi, non ci sono ancelle care agli dei da rapire o liberare… Eppure qualcosa mi resta, dopo avere letto di loro, di Criseide, di Achille, di Ettore, di Patroclo.
Qualcosa che è dentro ognuno di noi e che Omero conosceva già, più di duemila anni fa.
L’animo umano guida le scelte della persona giusta che rende onore alla vita.
Magari, non combattendo con la spada, ma seguendo i valori che ancora oggi, come ieri ci appartengono: la lealtà verso gli altri, la saggezza nelle decisioni di ogni giorno, il rispetto, l’educazione ricevuta dai nostri genitori.
Ogni nostra azione è “epica” se abbiamo scelto di comportarci seguendo i nostri valori, scegliendo di fare la cosa giusta, affermando il bene, credendo che c’è qualcosa di più profondo in noi.
L’anima degli eroi epici è la nostra anima, è l’anima di noi tutti. L’umanità di Ettore è la nostra umanità, il coraggio di Achille è il nostro coraggio. L’onestà, l’amore, l’amicizia, la gratitudine sono sentimenti di oggi.
Omero li ha cantati per noi e dobbiamo essere lieti di leggere le sue opere e di imparare attraverso di esse ciò che, talora, non siamo in grado di vedere con i nostri occhi, poichè interessati da speranze vane ed effimere che alimentano i nostri desideri più reconditi e riempiono di nulla le nostre giornate.