SOGNANDO LA SICILIA Il viaggio d'istruzione tanto atteso ....
Il 5 dicembre 2019 la nostra classe ha incontrato il giornalista Alfredo Nardi, caporedattore allo sport de il Quotidiano del Sud, che ci ha parlato del suo lavoro. Per metterci alla prova in modo “professionale” lo abbiamo intervistato.
In che cosa consiste il lavoro del giornalista?
Il giornalista si occupa di reperire, integrare, elaborare informazioni che meritano di essere diffuse. Lo scopo dell'informazione e quello di far crescere la società, fornire degli elementi di riflessione al cittadino, nel mio caso allo sportivo, ed in generale a qualunque tipo di lettore in modo che possa farsi un opinione su quello che avviene nella realtà o in un campo specifico. Ad esempio un avvocato o un ingegnere potrebbero essere interessati a reperire notizie relative alle proprie professioni. Per quanto riguarda voi ragazzi, la lettura di un giornale, o anche la visione di un telegiornale e l'ascolto di un radiogiornale, contribuiscono a formare esperienza e tutto quello che apprendete vi servirà in futuro. In questo caso il compito del giornalista è quello di facilitare la vostra crescita fornendovi gli strumenti utili a conoscere il mondo che ci circonda.
Cosa l'ha spinta a fare questa professione?
Ho sempre avuto la passione della lettura, poi mi sono ritrovato all'università con l'esigenza di riassumere quello che leggevo, ed ho capito che quel metodo mi era utile per superare gli esami. È stata una scintilla: mi sono reso conto che riuscivo sintetizzare un libro dimezzandone il contenuto senza perderne i concetti; significava, che avevo la dote fondamentale per un giornalista, cioè scrivere in maniera breve ma completa e comprensibile a tutti. Perciò ho pensato: “perché non prendere in considerazione l'idea di fare il giornalista?” Tramite qualche conoscenza in ambito giornalistico, ho iniziato a seguire le vicende del paese di Dipignano, come la sagra della Polenta e della Castagna per il Quotidiano del Sud, fino a quando sono riuscito guadagnarmi un ruolo all'interno del giornale seguendo la squadra del Cosenza.
Quali sono i ruoli all'interno della redazione?
Nella redazione collaborano diverse componenti:
Tutte queste componenti, nel corso della giornata lavorativa, raramente si incontrano, ma ciascuno collabora svolgendo i suoi compiti e, magicamente, alla fine della giornata il giornale viene completato; è pronto per essere distribuito tra le 2:00 e le 3:00 di ogni notte. In redazione la responsabilità è concentrata nella figura del direttore, e ci sono direttori di due tipi: quello editoriale, che gestisce la produzione del giornale, convoca in riunione i giornalisti durante la giornata e decide quello che bisogna inserire all'interno del giornale; quello responsabile, che ha, appunto, la responsabilità di ciò che viene scritto, quindi è un referente all'interno del giornale in caso di lamentele e controversie, anche dal punto di vista giuridico; si occupa delle questioni più spinose, tutelando la sicurezza del giornale. Il direttore può essere anche affiancato da un vicedirettore. Il caporedattore è il primo collante tra il direttore e i giornalisti. Ogni caposervizio è responsabile per un settore: sport, cronaca, cultura, ecc. La redazione degli articoli è affidata a giornalisti interni alla struttura ed a collaboratori esterni, entrambi con varie tipologie di contratti. I grafici si occupano della veste e dell'impaginazione del giornale nel suo complesso e di ogni singola pagina. I poligrafici stabiliscono le posizioni delle foto e dei titoli. I correttori di bozze controllano i testi dal punto di vista della chiarezza espressiva, della grammatica, della punteggiatura e della proprietà di linguaggio.
Per scrivere un articolo bisogna concordarlo prima con il direttore oppure lo si può proporre al direttore dopo averlo scritto?
Non è necessario consultare a priori il direttore. Anzi, nella maggior parte dei casi non si concorda quasi nulla con il direttore, a meno che non sia lui stesso a ordinare la redazione di un articolo. Il più delle volte siamo proprio noi giornalisti a seguire in prima persona una notizia interessante e a farne un articolo.
Quali possibilità può offrire questo lavoro?
La possibilità della realizzazione personale, che è una componente importante ma, specialmente ad una certa età, è necessario pensare anche alle cose concrete. È una professione che va fatta con passione, però deve anche permetterti di mantenere la famiglia. Oggi ci sono meno possibilità rispetto al passato. Un tempo c'era competizione tra i giornali e tutti cercavano le notizie, immagini, titoli migliori, per cui i più bravi riuscivano ad affermarsi. Oggi invece è molto più difficile per quanto riguarda i giornali cartacei, a causa della concorrenza presente sul web. Tuttavia, in Italia, chi lavora sul web non riesce ad ottenere guadagni sufficienti, poiché spesso è solo il proprietario a lucrare. I siti di informazione online, inoltre, raccontano sovente fandonie e il lettore deve essere in grado di capire quali sono le notizie vere. Sulla carta invece è un dovere approfondire le notizie e assicurarsi dell'esattezza delle fonti.
Quali sono i rischi e le responsabilità in questa professione?
Ci sono delle regole di disciplina che è indispensabile seguire. La regola fondamentale è quella di raccontare sempre la verità. Poi è necessario ricordarsi che se raccontare quello di cui veniamo a conoscenza è espressione di libertà, dobbiamo però farlo rispettando la privacy degli altri. Quindi ci sono delle regole morali, poiché la libertà del giornalista di scrivere per informare l'opinione pubblica deve fermarsi quando ciò finisce per limitare la libertà altrui. Osservata questa regola si può dire d'aver rispettato tutte le altre. Difatti la legge punisce il reato di diffamazione, ed in questo caso si rischia la denuncia. Poi ci sono altri rischi, soprattutto per chi si occupa di mafia, 'ndrangheta, in generale di malavita organizzata e dei legami tra malavita e potere. Conducendo inchieste in questi ambiti ci si trova in situazioni molto delicate e denunciare ciò di cui si viene a conoscenza richiede molto coraggio. Il rischio non è solo la denuncia ma la propria vita, come nel recente caso della giornalista bruciata viva a Malta perché aveva scoperto le “magagne” del governo. Inoltre i rischi dipendono dal ruolo che svolgi; io per esempio, occupandomi di calcio, dello sport in generale, non corro molti rischi; si possono verificare liti, controversie, ma svolgendo bene il proprio lavoro, comportandosi professionalmente si riesce ad allontanare questo genere di rischi.
La sua famiglia è contenta del lavoro che lei svolge?
Si, la mia famiglia è molto fiera di me. Ho iniziato quando ancora non avevo finito l'università. I miei cari sono contenti perché questo lavoro da visibilità e prestigio; spesso mi dicono “guarda, quello che hai scritto mi ha colpito” e, allora, dentro di me provo una sensazione di orgoglio.
Si viaggia molto facendo il giornalista?
Dipende, oggi si sta anche molto seduti. Gli spunti per individuare argomenti interessanti si incontrano dappertutto, sui social network ad esempio. Molte volte ho trovato notizie utili tramite Facebook. Ovviamente dipende dal tipo di giornalismo che si conduce: gli inviati o i reporter viaggiano molto, e ci sono alcuni che lo fanno proprio per vocazione, per scelta. Ma vi posso assicurare che la maggior parte del giornalismo di oggi, sia quello cartaceo che quello web, è fatto stando seduti. Io, invece, cerco sempre di stare in movimento, di recarmi direttamente dove si verifica l'evento che può diventare notizia.
So che lei segue da molto tempo il Cosenza Calcio. La mia domanda è: adesso che il Cosenza è in serie B ci sono delle maggiori responsabilità per quanto riguarda la redazione sportiva?
No, la mia responsabilità è in ogni caso di raccontare la verità su ciò che avviene. Si, sicuramente provo più orgoglio a scrivere del Cosenza e, inoltre, ho anche la possibilità di incontrare dei calciatori famosi. Ma la responsabilità e l'impegno sono sempre gli stessi, è soltanto una questione di maggiore visibilità nel momento in cui ti rapporti con la gente.
È il direttore ad assegnare i ruoli o i giornalisti stessi a sceglierli?
È il direttore che sceglie i ruoli, cercando di individuare le predisposizioni di ciascun giornalista, non come imposizione ma valutandone le preferenze. Ad esempio se un giornalista si appassiona al teatro è probabile che in quel settore possa avere una marcia in più rispetto a qualcun altro che non è particolarmente interessato.
Come selezionate le notizie da diffondere?
Non ci sono dei metodi precisi. Il direttore, ogni giornalista, la redazione nel suo complesso, maturano nel tempo un bagaglio culturale e la necessaria esperienza per comprendere quando una notizia merita di essere approfondita e diffusa. Ci sono notizie che vanno comunque diffuse perché interessano tutti: ad esempio quando il governo approva una determinata legge, è importante che ogni cittadino ne venga a conoscenza. Vi sono poi notizie interessanti solo per una parte della popolazione, quindi adatte per uno specifico tipo di utenza. In questo caso la redazione definisce una scala di importanza e colloca le notizie all'interno del giornale in base ad essa.
I giovani d'oggi che apprendono le notizie tramite internet hanno ancora interesse a leggere e comprare il giornale cartaceo?
L'interesse, in effetti, non c'è. Bisogna però considerare due aspetti differenti. Il giornale online di qualità è normale che tenda, per la sua modernità, a soppiantare il giornale cartaceo presso i giovani. Però la maggior parte dell'informazione online non è di qualità, scade nella scarsa professionalità e nel falso, come nel caso delle fake news. Questo avviene perché si tratta di un giornalismo di maggiore impatto grazie alla rapidità con cui viene diffuso mentre, come dicevo prima, il giornalismo cartaceo necessita dei tempi per approfondimenti e verifiche. Oggi i giornali puntano proprio su questo per sopravvivere, praticano un'informazione approfondita, in grado di dare al lettore quel qualcosa in più rispetto all'aggressività incontrollata e rapida delle notizie sul web.
Una curiosità che lei, come fonte autorevole in materia, può soddisfare. È vero che il padre del giocatore Zaniolo, che attualmente gioca nella Roma, prima giocava nel Cosenza?
Si, è così.
Signor Nardi, la ringraziamo immensamente per avere risposto alle nostre domande. Siamo sicuri che le sue belle parole saranno d'ispirazione per noi “piccoli redattori” della classe terza di Dipignano che ci stiamo impegnando in questa “piccola avventura giornalistica”.
Grazie a voi, per me è stato semplicemente un piacere.