Tre spunti per riflettere:
Il libero arbitrio, Massimo Cacciari
L'illusione della libertà, Umberto Galimberti
Aquile Randagie 2009 - Intervento Don Giovanni Barbareschi
Lavoro a coppie su simboli, opere d’arte e personaggi che nel mondo rappresentano la libertà:
Scegliete una traccia ed elaboratela oppure trovatene altre.
Into the Wild (Nelle terre selvagge)
Regia di Sean Penn, 2007
La libertà "da qualcosa" (Libertà individuale ed esistenziale)
In questo film, la libertà è intesa come affrancamento totale dalle convenzioni sociali. Il protagonista, Christopher McCandless, rifiuta il consumismo, le aspettative familiari, la carriera e il denaro per cercare una verità interiore nella natura incontaminata. I temi chiave sono il rifiuto della società materialista, il rapporto Uomo-Natura (il "sublime" romantico), la ricerca dell'autenticità, l'individualismo radicale.
Il film esplora il confine sottile tra libertà e solitudine. La tragica epifania finale ("La felicità è reale solo se condivisa") mette in discussione l'intero viaggio, suggerendo che la libertà assoluta, se priva di relazioni umane, potrebbe non essere sufficiente.
I collegamenti interdisciplinari sono con la letteratura americana (Thoreau, Emerson, Jack London), la filosofia (Rousseau, il mito del buon selvaggio vs. civiltà).
È un film che tocca le corde emotive dell'adolescenza inquieta.
Aquile Randagie
Regia di Gianni Aureli, 2019
La libertà "per un ideale" (Libertà civile e morale)
Qui la libertà è intesa come Resistenza e fedeltà ai propri valori. Basato sulla storia vera dello scoutismo clandestino durante il Fascismo (dopo che Mussolini sciolse tutte le associazioni giovanili non fasciste con le leggi "fascistissime"), il film mostra ragazzi che continuano a riunirsi nei boschi per mantenere viva la loro promessa. I temi chiave sono la disobbedienza civile, la resistenza non violenta, la responsabilità verso gli altri (le Aquile aiutarono a salvare ebrei e perseguitati con l'O.S.C.A.R.), la libertà di pensiero contro il totalitarismo.
Il Motto: "Un giorno in più del fascismo". La libertà qui non è fuggire dalla società, ma restare dentro di essa per preservare un seme di democrazia e umanità, pronti a ricostruire quando la dittatura cadrà.
I collegamenti interdisciplinari si possono trovare con Storia (Il Fascismo, la Resistenza), Educazione Civica, Religione/Etica.
Tocca il concetto di libertà politica, il dovere della memoria, il coraggio delle proprie idee in contesti ostili e la differenza tra ribellione fine a sé stessa e ribellione costruttiva.
Dietrich Bonhoeffer: Liberi, cioè consapevoli e senza paura
Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita….
"Fahrenheit 451" di Ray Bradbury è un classico romanzo distopico pubblicato nel 1953 che immagina una società futura dove leggere e possedere libri è un reato perseguito dai "pompieri", incaricati non di spegnere incendi ma di provocarne per distruggere ogni traccia di cultura scritta. Il protagonista, Guy Montag, inizialmente fedele al sistema, inizia a dubitare del senso della sua esistenza grazie all'incontro con una giovane anticonformista e al sacrificio di una donna che preferisce morire con i propri libri piuttosto che rinunciare a loro.
“La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.”
Lei è Giovanna d’Arco. Vergine, ..., santa, pazza: ne hanno dette tante su di lei, e ancora se ne dicono. “Ma il fatto è che a lei non interessava.” Perché ha una missione chiara davanti a sé, e quando gli uomini capiscono che fa sul serio, allora tentano di ridurla: in ceppi, a più miti consigli, farla piccola come loro. Invece il mondo è grandissimo, e lei lo sa. È indomita, è incontrollabile, è praticamente irriducibile. Vestita in abiti maschili – crimine che nel 1400 vale la scomunica –, galoppa per riconquistare i territori che nel corso dell’estenuante guerra dei cent’anni gli inglesi hanno sottratto alla Francia, galoppa per rimettere il Delfino sul trono. Galoppa in testa a un esercito che crede in lei, perché lei va alla guerra in modo diverso, con clemenza verso i popoli, lasciando la battaglia ai soldati, pregando e cercando giustizia. Perché prima di reggere la spada e lo stendardo, lei giocava con i fratelli, ascoltava storie, faceva sogni bellissimi e parlava con sua mamma. Perché prima di tutto lei è una ragazzina.
“La ragazzina” è quasi la traduzione italiana di “la pucelle”, la pulzella d’Orléans. Come la guerra dei cent’anni è quasi come ogni guerra, come l’assedio d’Orléans è quasi come un assedio di oggi. Come il coraggio e la determinazione di Giovanna sono quelli di ogni ragazzina che si mette di traverso per cambiare l’ordine dei potenti e delle cose: e questo senza quasi.
Valeria Parrella prende una delle figure storiche più incredibili, fiabesche e allo stesso tempo più attuali di sempre e ne fa la protagonista di un grande romanzo civile.
In ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso.