San Giovanni Battista
San Giovanni, dopo aver dedicato la propria vita a preparare la strada per la venuta di Gesù, prima vivendo come un eremita nel deserto, poi predicando la venuta del Messia e battezzando uomini e donne nel Giordano, conobbe la propria fine per il capriccio di una fanciulla. Era stato imprigionato da Re Erode Antipa a causa della sua predicazione che instillava idee sovversive nel popolo. Salomè, principessa di Giudea e figliastra del re, pretese la sua testa su un vassoio d’argento come dono. In cambio acconsentì a danzare per il piacere del patrigno e dei suoi ospiti durante un banchetto.
Santo Stefano
Stefano, diacono di Gerusalemme, è stato il primo cristiano a essere martirizzato e in quanto tale è considerato protomartire della Chiesa.
Ma cosa si intende per protomartire?
Il titolo di protomartire indica il primo appartenente a una professione di fede cristiana o il primo membro di una comunità cristiana ad aver subito il martirio in nome della propria fede.
Per esempio, San Giacomo Maggiore fu il primo apostolo martire e dunque è considerato protomartire degli Apostoli; Santa Tecla, discepola di Pietro, fu protomartire delle donne, e così via.
Sant’Agnese
Viene festeggiata invece il 21 gennaio Sant’Agnese, protettrice delle vergini, delle fidanzate e delle fanciulle in età da marito. Agnese rientra tra i santi e le sante morti giovanissimi, come per esempio Luigi Gonzaga. Si trattava infatti di una giovanissima fanciulla di nobili natali appartenente alla gens Clodia che appena dodicenne subì il martirio sotto Diocleziano. La sua bellezza e innocenza avevano attirato le mire del figlio del Prefetto di Roma, ma la ragazzina aveva già deciso di votare la propria castità a Gesù.
San Sebastiano
Alto ufficiale dell’esercito romano, si dice che San Sebastiano fosse amico intimo dell’imperatore Diocleziano. Forse fu proprio per questo che quando quest’ultimo scoprì che il giovane, di fede cristiana, approfittava della sua amicizia per aiutare i suoi compagni di credo condannati a morte, si arrabbiò così tanto. Non solo Sebastiano sfruttava la propria influenza e la propria posizione per salvare i cristiani e seppellire coloro i quali veniva uccisi, ma si impegnava anche per diffondere il cristianesimo tra gli altri militari e perfino i membri della corte imperiale.
San Lorenzo
San Lorenzo, festeggiato il 10 agosto, e che tutti conosciamo bene per la tradizione delle stelle cadenti che in quella notte piovono sulla terra, era un giovane diacono. Subì il martirio sotto l’imperatore Valeriano. Originario della Spagna, era amico e discepolo del futuro papa Sisto II che, una volta divenuto pontefice, gli affidò la carica di arcidiacono. In pratica Lorenzo doveva gestire le attività caritative nella diocesi di Roma.
L’imperatore Valeriano ordinò che tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi venissero giustiziati, e così avvenne anche per Sisto II. Arrestato a sua volta, Lorenzo venne bruciato su una graticola, o secondo un’altra tradizione, decapitato. La leggenda della graticola avrebbe alimentato il legame tra il giovane santo e le stelle cadenti, che sarebbero i lapilli sfuggiti al suo supplizio.
Santa Barbara
Santa Barbara festeggiata il 4 dicembre è una santa famosa per i tanti patronati che le sono stati attribuiti, anche se non si sa molto di lei storicamente. Patrona dei vigili del fuoco e minatori
Figlia di un pagano, venne rinchiusa dal padre in una torre a causa della sua bellezza. Qui venne istruita da filosofi e poeti ma, appena uscita dalla torre, scoprì la fede cristiana. Il padre minacciò di ucciderla se non avesse abiurato, e la trascinò davanti al Prefetto. Al suo rifiuto di rinnegare la sua fede venne prima avvolta in vesti che le strapparono la carne, poi ustionata, ma si salvò miracolosamente. Allora i suoi carnefici le tagliarono i seni, costringendola poi a sfilare nuda per le strade. Il suo stesso padre la decapitò sulla cima di una montagna.
Santa Lucia
Fu una giovane martire siciliana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa, attorno al 304. Si proclamò cristiana e per questo venne arrestata e processata, dopo la denuncia del promesso sposo che non accettava la sua conversione. Durante il processo Lucia fu minacciata di esser rinchiusa in un postribolo tra le prostitute, ma quando si cercò effettivamente di portarla via il suo corpo divenne pesantissimo e fu impossibile spostarla. Si tentò allora di bruciarla viva, dopo averne cosparso il corpo di pece e olio, ma il corpo una volta avvolto dalle fiamme non bruciò. Secondo la tradizione le furono anche strappati gli occhi, ma l’emblema iconografico degli occhi nella coppa (o sul piatto) è più probabilmente da ricollegarsi semplicemente alla devozione popolare che l’ha sempre invocata come protettrice della vista a motivo del suo nome (Lucia deriva dal latino lux, luce).
Sant'Agata
Giovane nobile nata in una famiglia segretamente cristiana di Catania, nella Sicilia del III secolo, all’epoca della dominazione dei romani. Il governatore della città, Quirino, si invaghì di Agata e le ordinò di rinnegare la sua fede. Al rifiuto della giovane, Quirino la affidò alla cortigiana Afrodisia, prostituta dedita a orge e altre attività peccaminose, per corromperne lo spirito, ma Agata restò ferma sulle sue posizioni. Quirino allora la fece arrestare e si racconta che Agata si difese appassionatamente ribattendo autonomamente alle accuse, rivelando una grande sapienza retorica. Dopo diversi giorni di digiuno iniziarono le torture: venne fustigata e le vennero strappate le mammelle, che si racconta però ricrebbero miracolosamente durante la notte per intercessione di San Pietro. L’ultima tortura fu un letto di carboni ardenti: mentre il corpo di Agata era martoriato dal fuoco si racconta che il suo velo rosso, simbolo della consacrazione a Dio, non bruciava. Agata morì in carcere per le ferite il 5 febbraio 251.