La Temperanza è la virtù che spesso viene vista come “la meno spettacolare”, ma in realtà è quella che può dare sapore e ordine a tutta la nostra vita. Non significa semplicemente “non esagerare”, ma riuscire ad armonizzare desideri, emozioni e bisogni, trovando l’equilibrio tra gli estremi. È la capacità di dire “basta” quando serve, saper godere delle cose belle senza farsi travolgere dagli eccessi.

Nella tradizione biblica, la temperanza è legata alla saggezza e al dominio di sé: nei Proverbi viene elogiato chi sa “mettere un freno alla lingua e alla rabbia”, chi evita l’ubriachezza o l’avarizia, chi sa controllare appetiti e passioni. Nei testi del Nuovo Testamento, l’invito è a vivere “sobriamente, giustamente e piamente” (Tito 2,12), cioè con misura e integrità, scegliendo sempre ciò che ci fa davvero bene e non solo quello che “ci va” nell’immediato.

Nella cultura antica la temperanza (sophrosyne per i Greci, temperantia per i Romani) era considerata la regina delle virtù private, una forza interiore che permetteva ai cittadini e ai governanti di non lasciarsi dominare dall’ira, dal desiderio di piacere o dal bisogno di potere. Era rappresentata come una donna con una brocca d’acqua che spegne il fuoco, oppure mentre versa il vino con misura, simbolo dell’autocontrollo e della capacità di godere senza sprecare.

Nell’arte, la temperanza appare spesso accanto alle altre virtù cardinali, rappresentata con oggetti che richiamano la moderazione: bilance, anfore, oppure nel gesto di versare liquidi senza che si riversino tutto d’un colpo, o con la mano levata in segno di calma. È la virtù delle proporzioni, dell’armonia, dell’equilibrio che rende bella una vita, una comunità, persino un’opera d’arte.

Nel mondo contemporaneo, la temperanza è una sfida di tutti i giorni: in una cultura dove “tutto è subito”, dove siamo sempre tentati di strafare — mangiare troppo, vivere “di corsa”, essere consumati dall’ansia o dall’apparire — imparare la temperanza diventa un superpotere. Significa sapere quando fermarsi sui social, quando dire stop a una notte in bianco per una serie TV, quando difendere i propri tempi e limiti, quando condividere e non volere tutto per sé.

La temperanza non è tristezza o rinuncia, ma libertà: solo chi sa dominarsi può vivere davvero ogni emozione e desiderio senza farsi schiacciare, solo chi trova il suo equilibrio può essere felice in modo pieno. In fondo, la temperanza è la virtù dell’arte di vivere: vivere intensamente, ma senza mai farsi travolgere, custodendo la bellezza delle piccole cose e la forza di chi sa che “tutto mi è lecito, ma non tutto mi giova”.