La Giustizia è una di quelle parole che riempiono i discorsi di tutti, politici e filosofi, genitori e ragazzi, ma che spesso rimane una delle cose più difficili da vivere davvero. Eppure, la giustizia è una delle virtù cardinali che ha attraversato tutta la storia dell’umanità e che parla direttamente al nostro desiderio di un mondo migliore, più vero, più equilibrato.
Se sfogliamo la Bibbia, la giustizia è uno dei tratti più importanti di Dio: “Il Signore ama la giustizia” si legge spesso nei Salmi. Era considerata la bussola della vita sociale, il cuore dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo. Nei testi profetici, essere giusti significa prendersi cura degli ultimi, difendere chi non ha voce, non chiudere gli occhi davanti all’ingiustizia. Gesù radicalizza ancora di più questo insegnamento: la vera giustizia non è solo rispettare le leggi, ma andare oltre, amare perfino il nemico e agire sempre con un senso profondo di equità e compassione. “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.”
Nella cultura antica, la giustizia era rappresentata come una donna che tiene in mano una bilancia — per misurare e pesare ogni azione — e una spada, simbolo della forza necessaria per difendere ciò che è giusto. Presso i Greci, era Themis o Dike, presso i Romani la dea Iustitia. Non era solo applicare la legge, ma saper distinguere ciò che è giusto da ciò che è comodo, saper ascoltare, mettere ordine, dare a ciascuno il suo. Giustizia era il fondamento della convivenza civile: senza giustizia, tutto si sfalda, si resta in balia della corruzione, dell’abuso, dello strapotere di pochi.
Nell’arte, la giustizia ha ispirato monumenti, affreschi, sculture nelle piazze e nei tribunali, ma anche immagini nelle chiese accanto alle altre virtù: occhi fissi sul bene comune, mano salda per difendere i deboli, presenza indispensabile per creare vera armonia. Spesso è raffigurata con gli occhi bendati, per mostrare che il vero giudizio non si fa influenzare dai pregiudizi o dalle apparenze.
E oggi? Nel mondo contemporaneo, la giustizia resta una sfida apertissima. Significa denunciare la corruzione, costruire rapporti trasparenti, rispettare le regole non solo quando ci conviene, ma soprattutto quando è scomodo. Significa lottare contro ogni forma di discriminazione, imparare a mettersi nei panni degli altri, credere che un mondo più giusto è possibile a partire dai piccoli gesti nella vita di ogni giorno: non copiare in classe, aiutare chi è bullizzato, non voltarsi dall’altra parte quando si vede qualcosa che non va.
La giustizia è ciò che custodisce la dignità di tutti, che permette alle relazioni di essere autentiche e alle società di funzionare senza crollare sotto il peso dell’egoismo. Coltivare la giustizia, allora, non è solo parlare di regole: significa costruire, giorno dopo giorno, un mondo in cui ciascuno possa trovare il suo posto, le sue opportunità, la sua possibilità di essere felice. E in questo c’è veramente qualcosa di “cardinale”: senza giustizia, nessuna altra virtù sta davvero in piedi.