1. Introduzione:
Scrittura alla lavagna delle definizioni di "Etica" e "Morale".
Differenze tra i due concetti.
2. Stimolo audiovisivo:
Visione del video “I mostri”, con breve discussione in plenaria sulle impressioni suscitate.
3. Attività a piccoli gruppi:
Suddivisione in gruppi da 3: ogni gruppo riporta esempi concreti di atti di quotidiana immoralità rilevati nella propria esperienza o nella società (piccole furbizie, comportamenti scorretti, mancato rispetto delle regole, ecc.).
4. Brainstorming collettivo:
Suddivisione tramite brainstorming in tematiche etiche (onestà, rispetto delle regole, solidarietà, giustizia, tutela dell’ambiente, ecc.).
Creazione alla lavagna (o con Padlet/Miro) di una mappa concettuale delle tematiche.
In Italia si osserva una radicata tendenza all’individualismo, accompagnata da un senso di furbizia diffusa, scarso rispetto dello Stato e del bene pubblico, e un’abitudine al lamentarsi per ciò che non va senza spesso assumersi responsabilità personali. Questa realtà riflette un forte orientamento verso l’io, in cui la tutela dell’interesse personale prevale su quella collettiva, generando sfiducia nelle istituzioni e nella capacità di collaborare per il bene comune. Tale atteggiamento è rafforzato da una cultura pragmatica che a volte porta a cercare scorciatoie o ad aggirare le regole, indebolendo il senso di appartenenza alla comunità. La lamentela diventa così una forma di sfogo più che uno stimolo al cambiamento, e la partecipazione civica ne risente. Introdurre una riflessione sull’etica e la morale significa allora invitare a superare queste debolezze attraverso la consapevolezza che il bene universale e l’applicazione dei principi etici nelle situazioni quotidiane sono fondamentali per costruire una società più giusta e coesa, dove il senso dello Stato e del bene comune diventa patrimonio condiviso e responsabilità di tutti.