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In tutti i paesi occupati dai tedeschi nacquero movimenti di opposizione clandestini creati da gruppi di ex militari e di civili. Stiamo parlando della Resistenza.
In Italia la Resistenza ebbe un ruolo molto importante nella liberazione del paese, ma ciò accade anche in altre nazioni europee come la Francia, l'Olanda, la Jugoslavia e la Grecia.
La Resistenza era generalmente impegnata in azioni di guerriglia e sabotaggi. Per esempio nella Francia del Nord, occupata dai tedeschi, le bande di partigiani fornirono informazioni utili agli Alleati e aiutarono i prigionieri, anche Ebrei, a fuggire in Spagna attraverso i Pirenei. Dopo lo sbarco in Normandia i partigiani francesi riuscirono a liberare Parigi ancor prima dell'arrivo degli Alleati.
In Italia i primi nuclei di partigiani nacquero subito dopo l’Armistizio dell'8 settembre 1943 per iniziativa di giovani militari impadronitisi di qualche arma e rifugiatisi sulle montagne. Il 75% dei partigiani aveva un'età compresa tra i 17 e i 24 anni, nella maggior parte erano ragazzi educati sotto il fascismo. Appartenevano a tutte le classi sociali: operai, studenti, impiegati, contadini. Avevano idee politiche diverse, tra di loro vi erano comunisti, socialisti, cattolici, liberali, ma erano tutti uniti dal medesimo scopo, cioè quello di liberare l'Italia dall’oppressione del nazifascismo. Anche le donne fecero parte delle formazioni partigiane: alcune combatterono partecipando direttamente alle azioni di guerra, altre fecero le staffette portando di nascosto messaggi ai partigiani o procurando armi e cibo. C'erano poi molti civili antifascisti che appoggiarono la Resistenza senza usare le armi, davano infatti una mano ai partigiani nascondendoli o fornendo loro viveri e vestiti.
Infine, alla guerra di liberazione, parteciparono anche quelle forze dell'esercito italiano che non vollero consegnarsi ai Tedeschi e aderire alla Repubblica di Salò costituita da Mussolini nel Nord Italia.
I partigiani erano coordinati dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) costituitosi a Roma l'8 settembre 1943, il giorno stesso dell'armistizio. Nel 1944 le brigate partigiane vennero riconosciute ufficialmente da Vittorio Emanuele III e dal governo del Sud. Le azioni dei partigiani ebbero un importante ruolo nella liberazione dell'Italia poiché mantennero i tedeschi in un continuo stato di insicurezza costringendoli a mandare in Italia un quantitativo sempre maggiore di truppe togliendole agli altri fronti. Grazie all'impegno dei partigiani, tra l'estate e l'inverno del 1944, vennero liberate numerose zone dell’Italia settentrionale che furono amministrate da governi provvisori coordinati dal CLN.
La Resistenza (questa definizione venne adottata solo a guerra finita) fu condotta con coraggio dai partigiani, molti dei quali non solo morirono sul campo, ma furono barbaramente torturati quando ebbero la disgrazia di essere catturati vivi. I partigiani facevano base nei boschi e sulle montagne da dove scendevano per compiere i loro attacchi. Non potevano mai avere una base fissa dove nascondere armi e rifornimenti perché c'era il pericolo che il tutto cadesse nelle mani del nemico. Dovevano evitare gli scontri frontali e attaccare di nascosto, in piccoli gruppi. La guerriglia era dura, difficile e pericolosa poiché i nazisti erano più forti e meglio armati.
La reazione dei nazisti alle attività dei partigiani fu particolarmente feroce: non riuscendo a catturare i responsabili applicarono la tecnica della rappresaglia indiscriminata contro i civili. Tra gli episodi più tragici ricordiamo l'eccidio delle fosse Ardeatine a Roma dove, per vendicarsi della morte di 33 soldati tedeschi, i nazisti uccisero 335 persone, cioè 10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso. Ricordiamo ancora le stragi di Marzabotto, nei pressi di Bologna, dove morirono oltre 1000 persone, e di Sant'Anna di Stazzema, vicino a Lucca, con 500 morti.
Il terribile bilancio di 23 mesi di occupazione nazista fu il seguente:
La risalita dell'Italia da parte degli Alleati fu lenta e difficile. Roma venne liberata il 4 giugno 1944. L'11 agosto i partigiani liberarono Firenze. Dopo lunghi mesi di sosta, le truppe anglo-americane ripresero la marcia verso il Nord e, quando ebbero passato il Po, il CLN proclamò l’insurrezione generale dell'Italia settentrionale che avvenne il 25 aprile 1945, festeggiato ancora oggi come giorno della Liberazione. Dopo pochi giorni di combattimenti le truppe tedesche si arresero, Mussolini tentò di fuggire in Svizzera ma fu catturato e fucilato dai partigiani il 28 aprile. L'Italia era finalmente libera!
Nel maggio del 1945, a guerra finita, si consumò una nuova tragedia per gli italiani. Tito, il capo dei partigiani slavi, voleva impadronirsi dell'Istria. Occupò dunque Trieste per 43 giorni prima che gli Alleati lo costringessero ad evacuarla. In queste settimane i sostenitori di Tito sterminarono una gran massa di gente accusandola di complicità col fascismo e collaborazionismo con i tedeschi. Un numero imprecisato di persone fu gettato vivo nelle foibe, profonde fosse naturali dell'altopiano del Carso, andando incontro ad una morte orrenda. Si consumava così la vendetta degli slavi per la politica di repressione operata in Istria dal fascismo e per i crimini commessi dalle truppe italo-tedesche negli anni della guerra.