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Durante la seconda guerra mondiale, Wilfred Bion e Siegmund Heinrich Foulkes elaborano e mettono in pratica una tecnica psicoterapeutica: la Gruppoanalisi - un paradigma psicoterapeutico di gruppo a orientamento psicodinamico che condivide, in una certa misura, le indicazioni della psicoanalisi individuale (la terapia che svela l’inconscio richiede allo stesso modo un alto grado di collaborazione, di potenziale capacità di esprimersi verbalmente, e la regolarità della partecipazione per tutto il periodo).
Il setting Gruppoanalitico prevede un’atmosfera informale in cui la collocazione del gruppo è uno di fronte all’altro, in cerchio, senza tavolo nel mezzo.
Secondo Foulkes, la Terapia Gruppoanalitica produce un flusso duraturo di materiale inaspettato e indefinito. Ciò promuove alcuni princìpi, che sono di importanza fondamentale nella diagnosi e nella terapia:
partecipazione attiva, che comporta il risveglio dell’interesse e prepara il terreno per esperienze mutative;
comunicazione in un’atmosfera permissiva, comprendendo e accettando il punto di vista di tutti i componenti del gruppo fino a raggiungere un significato valido per il gruppo;
osservazione in un setting sociale, dal punto di vista dell’osservatore ciò permette di visualizzare una storia, una diagnosi e una prognosi viventi...ogni componente del gruppo può auto-osservarsi mentre interagisce con gli altri e può individuare se stesso per contrasto.
Ogni gruppo è una struttura articolata. Henry Ezriel parla di “denominatore comune“, ossia le fantasie inconsce del gruppo, le emozioni, la cultura che caratterizzano il gruppo in quel momento.
Secondo Diego Napolitani gli ambiti di intervento della Gruppoanalisi sono differenziati secondo tre modalità principali:
analisi in gruppo (metodo rotatorio) - in cui ogni persona a rotazione assume il ruolo di protagonista;
analisi di gruppo (metodo collettivo) - in cui ogni verbalizzazione è espressione del gruppo;
analisi attraverso o mediante il gruppo (metodo relazionale) - in cui l’attenzione è rivolta all’individuo, al gruppo e alle dinamiche relazionali inconsce che vengono mobilitate nel gruppo.
L’analisi di gruppo si riferisce al pensiero di Bion; nei gruppi bioniani il terapeuta focalizza l’attenzione sulla interpretazione del transfert in termini gruppali.
Secondo Bion, il gruppo è un insieme di persone che si trovano tutte allo stesso grado di regressione, per effetto delle rinunce che derivano dal contatto di ciascuno con la vita affettiva del gruppo. L’essere umano, secondo Bion, è un animale politico e la sua osservazione in gruppo rende visibile tale caratteristica. La gruppalità dell’individuo è intrinseca al suo psichismo e prescinde dalla reale presenza del gruppo.
Bion descrive, inoltre, meccanismi di difesa collettivi fondati su di un’assimilazione psichica che passa da un componente del gruppo a un altro componente... formando una sorta di sfondo indifferenziato; Bion definisce tale sfondo "Sistema Protomentale".
Foulkes pone l’analisi attraverso il gruppo (by the group) come principale tecnica di lavoro nel gruppo. Foulkes considera la mente come un fenomeno trans-personale e trans-generazionale e propone una lettura del gruppo (sia familiare, sia terapeutico) attraverso quello che accade nel “qui e ora”. Secondo Foulkes, il progetto terapeutico di una Gruppoanalisi è simile a quello di altre psicoterapie quanto a catarsi, transfert, processi di identificazione e controidentificazione, differenziazione e proiezione; tuttavia nella situazione di gruppo agiscono alcuni fattori terapeutici che si possono ritenere specifici del gruppo.
La Gruppoanalisi pone l'attenzione al processo mediante il quale il gruppo attraversa emozioni, affetti e pensieri. Le tre istanze psichiche (Es, Io e Super-Io), sono rappresentate nel gruppo attraverso scissioni e spostamenti, capri espiatori e favoritismi. Il gruppo diviene simbolo di oggetti interni (figure materne, figure paterne...), e oggetti esterni (mondo e altri in generale...). Ogni componente del gruppo si rende conto che anche altre persone vivono (ad esempio) problemi, ansie e impulsi simili ai suoi. Il proprio materiale rimosso attraverso la Reazione Speculare, viene riconosciuto più facilmente in altri e ciò può facilitare un’elaborazione e un’analisi che, anche se riferite ad altri componenti del gruppo, sono rivolte contemporaneamente a se stessi.
Il gruppo consente, quindi, la rappresentazione di un fenomeno unico attraverso più persone, evidenziando diversi aspetti...