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La comunicazione è un processo fondamentale che permea ogni aspetto della nostra vita e rappresenta il ponte che facilita la connessione con gli altri. Attraverso la comunicazione costruiamo relazioni, collaboriamo, impariamo, cresciamo...
La parola "comunicare" deriva dal latino "communicare", che significa "mettere in comune". Il suo significato intrinseco implica l'atto di condividere, creando un terreno comune di comprensione.
La comunicazione può assumere diverse forme, sia verbali sia non verbali. Le parole, il tono di voce, il linguaggio del corpo, le espressioni facciali e la gestualità sono solo alcuni esempi degli strumenti che utilizziamo per comunicare.
- Intenzionalità e consapevolezza: l’intenzionalità fa riferimento al grado di volontarietà e la consapevolezza al grado di coscienza dell’atto comunicativo e del suo significato. I due concetti sono relativamente indipendenti fra loro, infatti si può essere consapevoli del messaggio che comunichiamo anche quando non è intenzionale (es. rossore del viso, tremore della voce, rendersi conto di stare dicendo qualcosa che non volevamo dire), e non essere consapevoli di tutto ciò che comunichiamo e di come lo comunichiamo in una comunicazione intenzionale (es. comunicazione non verbale, non rendersi conto di tutte le implicazioni di ciò che stiamo dicendo). È opportuno che durante il colloquio lo psicologo comunichi in modo intenzionale e consapevole, tenendo conto che gli aspetti analogici della comunicazione non possono essere controllati oltre una certa misura, pena la non autenticità. Mantenere un buon livello di consapevolezza del proprio comportamento verbale (scelta delle parole usate nella comunicazione) e non verbale (gesti, espressioni facciali, impulsi motori, impulsi a parlare ecc..) permette infatti una migliore comprensione del tipo di relazione che tende a mettere in atto con l’intervistato, e riduce la possibilità di incomprensioni e fraintendimenti. Parimenti un’adeguata valutazione del grado di intenzionalità e di consapevolezza della comunicazione dell’intervistato può fornire all’intervistatore importanti informazioni per la valutazione del colloquio.
- Capacità informativa: si riferisce all’efficacia della comunicazione nel trasmettere le informazioni che si intende fornire. L’efficacia della comunicazione digitale è in relazione con il grado di conoscenza da parte degli interlocutori del codice linguistico usato nello scambio comunicativo; quella della comunicazione analogica con l’appartenenza degli interlocutori allo stesso contesto socioculturale. Per valutare l’efficacia di una comunicazione nel trasmettere informazioni si può fare riferimento alle categorie conversazionali di Herbert Paul Grice che si riferiscono alla:
Quantità delle informazioni fornite. Include:
a) comunicare tutte le informazioni richieste;
b) non comunicare più informazioni di quelle richieste.
Qualità delle informazioni fornite. Si riferisce all’esattezza delle informazioni e include:
a) non dire cose che si sanno false;
b) non dire cose di cui non si ha prova adeguata.
Relazione. Si riferisce ai contenuti e include:
a) comunicare informazioni pertinenti;
b) comunicare informazioni rilevanti.
Modo. Si riferisce a come si dice ciò che viene detto e richiede:
a) di essere chiari evitando oscurità;
b) di essere ordinati nell’espressione, cioè non confusi;
c) di evitare ambiguità;
d) di evitare prolissità non necessarie.
Attenersi a questi principi è il modo più efficace per trasmettere informazioni, e in un'intervista ben condotta è importante tenerne conto quando:
si formulano le domande;
quando restituiscono all’intervistato le impressioni e le opinioni ricavate dal colloquio;
quando si stila il resoconto.
Per avere un riscontro di quanta parte della comunicazione giunga efficacemente a destinazione o sia recepita in modo distorto è importante porre grande attenzione ai segnali retroattivi (feedback) delle altre persone con cui si comunica. Per avere un riscontro della propria comprensione della comunicazione, si può utilizzare la tecnica della riformulazione (es. Se ho capito bene, hai detto che…). È bene tenere comunque presente che la comunicazione può essere usata per nascondere informazioni o per distorcerle (vedi: misure di sicurezza).
- Capacità pragmatica: si riferisce al grado d'influenza della comunicazione sull’interlocutore e può essere valutata nei termini di
coinvolgimento nell’interazione;
cambiamenti del comportamento e dello stato emotivo.
Per valutare la capacità pragmatica bisogna tenere conto di:
richieste esplicite o implicite contenute nel messaggio;
contesto del colloquio;
ruolo asimmetrico intervistato/intervistatore.
La richiesta più semplice contenuta in qualsiasi messaggio è quella di ricevere ascolto; altre richieste possono essere di ricevere comprensione. È importante tenere presente che qualsiasi forma di comunicazione comporta un coinvolgimento di tutte le persone partecipanti.
-Incongruenza comunicativa: consiste nella trasmissione contemporanea di due messaggi contraddittori. Vi possono concorre sia la comunicazione verbale sia non verbale e sia la modalità digitale sia analogica. Quando c’è incongruenza la comunicazione non verbale prevale su quella verbale e si tende a dare maggiore credito agli aspetti analogici rispetto a quelli digitali. Quando c’è incongruenza fra gli indici non verbali gli elementi espressivi della voce sono più influenti dei segnali visivi. L’indice non verbale a cui si presta maggiore attenzione è la violazione della distanza interpersonale. La comunicazione incongruente fa perdere credibilità al messaggio se l’interlocutore rileva la contraddizione; se l’interlocutore è in posizione di dipendenza o non può permettersi di accorgersi dell’incongruenza si può creare un disagio perché il messaggio incongruente tende a veicolare una richiesta pragmatica contraddittoria. L’incongruenza può essere il risultato di un conflitto psichico o di un tentativo consapevole o inconsapevole di ingannare gli altri o se stessi.
- Trasmissione delle informazioni: la funzione informativa è assolta prevalentemente dalla comunicazione verbale di tipo digitale. La funzione informativa di base della comunicazione analogica riguarda lo stato emotivo.
- Definizione della relazione: è assolta prevalentemente dalla comunicazione analogica (es. presentarsi col proprio ruolo o grado; uso del tu, del lei, o del voi; sfumature del tono della voce; gesti; ecc..).
- Induzione di comportamenti o di emozioni: è assolta sia dalla comunicazione digitale sia da quella analogica (es. uso dell’imperativo; sguardo; tono della voce; gesti ecc..). Può essere esplicita o implicita, intenzionale o inconsapevole.
- Definizione delle modalità dello scambio comunicativo: è svolta in prevalenza dalla comunicazione analogica. Può riguardare la gestione del tempo (durata della comunicazione) e dello spazio (distanza e orientamento degli interlocutori); la libertà di determinare il contenuto della comunicazione e di fare domande; la disponibilità a iniziare, mantenere o concludere la comunicazione; la regolazione del flusso comunicativo.
- Metacomunicazione: può essere assolta sia dalla comunicazione digitale sia da quella analogica. Consiste nel comunicare sulla comunicazione in atto. Può riguardare il senso della trasmissione delle informazioni, la definizione della relazione, l’induzione pragmatica e la definizione delle modalità dello scambio comunicativo. Si attua quando si teme l’incomprensione o si vuole mettere in discussione ciò che l’altro sta proponendo implicitamente (es. sto scherzando; stiamo divagando; guarda che parlo seriamente; non mi stai capendo; non sei mio padre ecc..). Sul piano analogico si può metacomunicare enfatizzando gli elementi formali della comunicazione per evidenziarne l’ufficialità, o accentuando un tono confidenziale per evidenziare l’aspetto informale, ecc..
Linguaggio
Il linguaggio verbale è costituito da suoni articolati organizzati in parole atte a individuare immagini, concetti, azioni e relazioni.
Il linguaggio verbale è in prevalenza di tipo digitale e si basa su:
parole dal significato convenzionale, ordinate in discorsi,
una grammatica e una sintassi proprie di ogni lingua.
Il linguaggio verbale è di tipo analogico quando la comprensione si basa su esperienze condivise all’interno di un determinato contesto socio- culturale.
Il linguaggio non verbale consiste in messaggi che provengono dallo sguardo, dalla mimica facciale, dai gesti e movimenti del corpo, dalla postura, dalla distanza interpersonale, dagli elementi non verbali del parlato, dalle manifestazioni di tipo neurovegetativo, dalle caratteristiche fisiche, dagli "artefatti" (artefatti: l’insieme dei progetti/prodotti che si propongono un intento comunicativo).
Il linguaggio non verbale è prevalentemente di tipo analogico.
Ha la funzione di:
- Rinforzare e supportare la comunicazione verbale, rendendola più efficace mediante gesti, movimenti del corpo o degli occhi, modificazioni del tono della voce o della mimica facciale che possono ad esempio veicolare una richiesta di attenzione o di consenso, ribadire o illustrare quanto detto in parole, mettere in rilievo una parte del discorso, ecc..
- Integrare la comunicazione verbale, per esempio completando un concetto o un pensiero espresso a parole con un indicatore dello stato emotivo quale il tono della voce o la mimica facciale.
- Sostituire la comunicazione verbale, per esempio con gesti simbolici (es. alzare le mani in segno di resa; segnalare l’alt con la mano; alzare il pugno in segno di sfida ecc..), modificazioni della postura (es. irrigidirsi durante un abbraccio ecc..), o modificazioni della distanza spaziale.
- Metacomunicare cioè trasmettere attraverso gesti, movimenti degli occhi, espressioni facciali, tono della voce, come si vuole che venga intesa la comunicazione verbale in quel contesto (es. il discorso va preso seriamente; è confidenziale, ecc..).
- Regolare il flusso comunicativo e la relazione, per esempio schiarendosi la voce o alzando la mano per chiedere la parola, annuire col capo per assentire ed invitare a proseguire, avvicinarsi o allontanarsi per dimostrare interesse o per segnalare l’intenzione di terminare lo scambio comunicativo, alzare il tono della voce, abbassare o alzare lo sguardo ecc..