LE RELIQUIE DI SAN FELICE DA NICOSIA IN TOSCANA 

Nella Parrocchia Maria SS. della Fontenova di Monsummano Terme si è registrato un avvenimento religioso abbastanza singolare.

Con un pellegrinaggio proveniente dalla Sicilia, sono giunte qui le reliquie di san Felice da Nicosia, attese con molta trepidazione.

Fra tutte le città della regione Toscana, la prima a dare il suo benvenuto a San Felice da Nicosia è stata quella di Monsummano Terme.

Il papa Benedetto XVI lo aveva portato sugli altari a Roma il 23 ottobre 2005.

Ritornano tuttora alla nostra mente le bellissime parole pronunciate durante l’omelia dal Santo Padre in quella circostanza: << San Felice da Nicosia amava ripetere in tutte le circostanze, gioiose o tristi: “Sia per l’amor di Dio”. Possiamo così ben comprendere quanto fosse intensa e concreta in lui l’esperienza dell’amore di Dio rivelato agli uomini in Cristo.

Questo umile Frate Cappuccino, illustre figlio della terra di Sicilia, austero e penitente, fedele alle più genuine espressioni della tradizione francescana, fu gradualmente plasmato e trasformato dall’amore di Dio, vissuto e attualizzato nell’amore del prossimo.

Fra Felice ci aiuta a scoprire il valore delle piccole cose che impreziosiscono la vita, e ci insegna a cogliere il senso della famiglia e del servizio ai fratelli, mostrandoci che la gioia vera e duratura, alla quale anela il cuore di ogni essere umano, è frutto dell’amore. >>

Il 22 gennaio 2007 sono venuti tre frati cappuccini: padre Luigi, padre Pietro e padre Salvatore per preparare lo svolgimento della manifestazione religiosa con incontri e centri di ascolto presso famiglie e presso comunità ecclesiali, facendo conoscere ed apprezzare la figura di questo santo nicosiano.

Durante la settimana si sono svolte celebrazioni eucaristiche, con omelie molto seguite dagli intervenuti, con preghiere e canti per lodare il Signore.

I temi trattati dai Padri nelle tre serate del triduo sono stati rispettivamente: la chiamata di tutti quanti i battezzati alla santità come san Felice; la preghiera interiore fiduciosa che ci pone dinanzi alla presenza di Dio come san Felice inginocchiato davanti al tabernacolo per notti intere; infine la devozione a Maria Santissima che san Felice teneva in grandissima considerazione, imitando sempre il suo sì.

La giornata di sabato 27 è stata molto intensa: alle ore 15,30 sono arrivate al casello dell’autostrada Firenze-Mare le reliquie di san Felice da Nicosia, accolte dalle note francescane “Dolce sentire” eseguite dalla Filarmonica “V. Bellini” di Monsummano Terme.

E’ seguito il rito di accoglienza all’interno della Basilica, di fronte all’immagine miracolosa di Maria Santissima della Fontenova, presieduto dal Parroco don Giancarlo Di Peppo, alla presenza del Vescovo di Nicosia, Mons. Salvatore Pappalardo, del Sindaco di Nicosia, Giuseppe Castrogiovanni, del Vice Sindaco di Monsummano Terme, Pietro Ballocci, il Deputato regionale della Sicilia, on. Edoardo Leanza, il Consigliere provinciale Francesco Spedale ed altre autorevoli personalità siciliane.

Successivamente si è formato il corteo della processione che partendo dalla Basilica ha attraversato le strade cittadine fino alla chiesa di Cristo Redentore a Le Case, guidata dal Vescovo di Nicosia, mons. Salvatore Pappalardo e con l’intervento di un grande numero di fedeli provenienti da ogni parte della Toscana.

Al termine della processione, molto commovente, sia per la presenza delle sacre reliquie che per lo straordinario numero di fedeli, si è svolta la concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Salvatore Pappalardo che rivolgendosi ai cittadini di origine nicosiana ha sottolineato la grazia particolare che il Signore mediante la canonizzazione di questo altro figlio di Francesco ha concesso a quanti sono intimamente legati alla città di Nicosia, anche se abitanti altrove per motivi di lavoro.

Durante la cena, i pellegrini presenti con grande gioia hanno potuto vedere i due vescovi, mons. Giovanni De Vivo, della chiesa di Pescia e mons. Salvatore Pappalardo della chiesa di Nicosia seduti a fianco e intrattenersi familiarmente come due grandi amici creando una vera e propria comunione visibile fra le rispettive chiese.

E’ seguita la veglia di fronte alle sante reliquie guidata da mons. Salvatore Pappalardo, con la collaborazione intensa dei Padri Cappuccini.

Nella giornata di domenica 28 si è svolta la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Giovanni De Vivo, che parlando con simpatica ammirazione del santo nicosiano ha espresso un suo pensiero su san Felice affermando che, senza tante parole, era stato capace di cogliere il vero nocciolo del messaggio cristiano e l’aveva messo in pratica con la sua meravigliosa frase “Sia per l’amor di Dio!”.

Da parte degli intervenuti al pranzo di domenica si sono elevati molti applausi a san Felice da Nicosia ed al Comitato promotore della manifestazione religiosa.

LE RELIQUIE DI SAN FELICE A MONTECATINI TERME 

Dal giorno 8 al giorno 11 febbraio 2007 le reliquie di san Felice da Nicosia sono state venerate devotamente presso la chiesa di san Francesco d’Assisi a Montecatini Terme, secondo un ricco programma di celebrazioni eucaristiche, processioni, preghiere e canti eseguiti dal Coro Francescano.

Una tappa obbligata quella presso il convento dei frati Cappuccini di Montecatini Terme, che, sin dalla sua fondazione si è sempre distinto per le iniziative della Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare, soprattutto sotto la guida spirituale stimolante di Padre Bonifacio Zurli, precedentemente missionario in tante parti del mondo.

Il Guardiano del convento di Nicosia, Padre Antonio Raimondi, Custode delle sacre reliquie del Santo, parlando della Madonna di Lourdes, della quale ricorreva la festa, ha fatto conoscere nello stesso tempo ai numerosi fedeli presenti la figura di san Felice da Nicosia, umile fraticello cercatore, laico cappuccino, eroico nella carità, nella penitenza, nelle virtù tutte, obbedientissimo al suo superiore fino in punto di morte.

San Felice si faceva chiamare l’asino del convento perché voleva essere il servo di tutti, anche dei più piccoli e con la sua vita ha portato a compimento il disegno divino cui era chiamato.

Era un uomo semplice, che aveva preso come suo programma di vita il motto “Sia per l’amor di Dio!” da lui stesso coniato, meritatamente degno di essere conosciuto e onorato non soltanto a Nicosia, sua città natale, ma ovunque la sua vita e le sue virtù eroiche possano servire come esempio a qualsiasi persona.

Enzo Vincenzo Bellina


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