La tappa odierna è decisaente più impegnativa di quella della giornata precedente. Pur non presentando grandi dislivelli, consiste in un percorso accidentato che si svolge fra grandi massi, pietraie e altri terreni, caratterizzato da molti saliscendi. Converrà pertanto partire di buon mattino.
Lasciato il rifugio Conseria, si ripercorre a ritroso la strada del giorno precedente fino a malga Val Cion. Da qui, seguendo le indicazioni, si procegue per facile sentiero fino a raggiungere il passo omonimo dopo circa 1 h 10' dalla partenza.
Dal passo si prende il sentiero segnavia 216 per forcella Lagorai. Dopo un tratto in cui il sentiero taglia orizzontalmente il pendio erboso, si entra in una bella conca prativa dominata dai contrafforti rocciosi di Cima Lagorai. Superata una selletta per un erta pala erbosa si scende sul lato opposto per ripido sentiero, che riprende a tagliare il pendio del monte; in breve ci si porta sotto il vallone che porta a forcella Lagorai. Qui di solito si trova acqua in abbondanza; conviene riempire le borraccie, perchè il resto dell'itinerario è piuttosto arido. Risalito il vallone si perviene a forcella Lagorai: circa 2 h e 30' dalla partenza.
A passo Val Cion
Verso forcella Lagorai
Dalla forcella - bel panorama sulle cime circostanti e quindi sui laghetti Lagorai - si diramano più sentieri. Si imbocca il segnavia 321, intitolato a Don Martin Delugan, in direzione di Forcella dei Pieroni. Il sentiero taglia dei pendii erbosi, attraversa una zona di grossi massi, risale infine un angusto forcellino con un breve tratto attrezzato con corde fisse e gradini a U, sulla parte del Laste di Sute: 30 - 40 minuti da forcella Lagorai.
A questo punto il panorama muta. Il versante nord della catena degrada verso la Val di Fiemme fromando una specie di lunghissimo anfiteatro, che si dovrà attraversare tutto.
Il tracciato si svolge fra grandi massi e costringe a diversi saliscendi; numerosi i resti di opere della Grande Guerra. A tratti ci si abbassa per attraversare le tre forcelle di Sute, dei Pieroni e Cupolà, che offrono interesssanto scorci sull'opposto versante della Val Cia.
Dopo 1 h e 30' da Forcella Lagorai, oltrepassata da poco la Forcella dei Pieroni, si incontra il bivio per malga Lagorai, segnavia 319. Proseguaimo a destra sempre per il 321; dopo un'alta ora si gusdagna la sella fra la rocciosa Cima Litegosa e la tondeggiante Cima Cupolà: grandioso panorama verso la Val Cia 1000 metri più in basso, la forcella Litegosa, il Monte Cauriol, e sullo sfondo le Pale di Martino; il luogo è ideale per una sosta.
Ripreso il cammino si percorre un breve tratto in cengia e si scende quindi per un ripido costone ghiaioso e terroso; infine, attraversato un tratto quasi piano con larghe distese erbose, si raggiunge Forcella Litegosa, 2261 mt. Circa 3 ore da Forcella Lagorai.
Il grande anfiteatro sul versante nord della catena
La sella fra Cima Litegosa e Cima Cupolà
L'appicco roccioso di Cima Litegosa
Si seguono ora le indicazioni per il passo sadole, sempre con il segnavia 320. Sisale una rampa e si raggiunge uno sperone, nei pressi del ricovero Nada Teatin, ricavato da un anfratto della roccia sotto la guglia del "Frate". Si prosegue per cengia - un breve tratto attrezzato non presenta diffcoltà significative. Successivaente il sentiero si abbassa per attraversare la Busa del castel, racchiusa tra le pareti del monte Formentone e del Castel delle Aie; tra i due si apre la Forcella delle Aie.
Dopo avere attraversato dell pietraie il sentiero si nerpica per un rampa erbosa sulla sinistra, sino a raggiungere una sella da cui si intarvvede il passo Sadole, orai vicino. Con alcuni saliscendi si raggiunge un rilievo sopra il passo; si scende in mezzo all'erba alta fino a raggiungere iol passo e il bivio incontrato il giorno precedente: cira 1h e 30' da forcella Litegosa.
Arrivo al passo Sadole
Non resta che percorrere a ritroso la strada dell'andata per ritornare in poco più di un'ora al rifugio Cauriol.
Calcolare almeno 8 ore dalla partenza soste escluse.