di Antonio Pacini
L’abbazia del San Salvatore al monte Amiata era nel medioevo un punto molto importante per la chiesa cattolica. Lo dimostra il fatto che in detta abbazia sono state conservate reliquie inestimabili per la cristianità e la Bibbia in latino più antica del mondo. Oltre che essere vista di buonissimo occhio sia dai papi che dagli imperatori, l’abbazia e il paese conservavano qualcosa di importante anche per la corrente gnostica. Infatti il centro storico di Abbadia San Salvatore è ricco di simboli particolari, molti dei quali tipici dell’ordine templare, notevolmente influenzato da tale corrente. Gli gnostici praticavano un Cristianesimo differente dalla chiesa cattolica e per questo sono stati da essa considerati eretici e sterminati nella maniera più brutale. Credevano che tutto fosse sorto dal “Pleroma” (Dio) composto da sue emanazioni (dette Eoni) che si sarebbero manifestate sempre in numero di due come Eone maschile e femminile. Un’ emanazione di Dio che era l’Eone Sophia emanò senza il suo opposto e il risultato fu il “Demiurgo”, estraneo a Dio e per fronteggiarlo il Pleroma emano i due Eoni Cristo e Sophia (nelle figure di Gesù Cristo e Maria Maddalena) così da salvare l’umanità. Lo scopo dell’uomo, per lo gnosticismo, è il ritorno al Pleroma, all’unità, e per riuscirci è necessario cominciare a considerare la realtà materiale come una degradazione di qualcos’altro di superiore. Viene rinnegato il Dio della chiesa considerandolo proprio il malvagio Demiurgo. Sappiamo che sia i Templari che i Catari o Albigesi furono accusati dalla santa inquisizione di eresia, idolatria, sodomia, blasfemia, eccetera e dal processo ai Templari emerse il fatto che avrebbero adorato una divinità non canonica che portava il nome di Bafometto.
Questa parola per molti è una storpiatura di Maometto ed è dovuto ai contatti che avrebbero avuto i Templari con l’ Islam mentre il suo aspetto, sempre per alcuni, sarebbe simile all’arcano n° 15 dei tarocchi che simboleggia il diavolo ed è rappresentato con la figura di uno strano caprone dotato di seno e della verga di Esculapio. Comunque le interpretazioni sono tante ma ce n’è una particolarmente interessante. Se si prende la parola Bafometto in ebraico e si sostituisce ogni lettera con la sua opposta, seguendo il cifrario di Atbash, si ottiene la parola che in greco sta per Sophia (sapienza o conoscenza), quindi il nome dell’Eone gnostico opposto al Demiurgo. Con la conoscenza si può combattere il Demiurgo e intraprendere il processo di ritorno all’unità, per questo anche il serpente biblico era visto dagli gnostici come sacro in quanto portatore di conoscenza. I Catari per tornare al Pleroma non volevano dare più origine a prole, da qui l’accusa di sodomia; inoltre un loro rituale consisteva nel bacio dell’osso sacro, pratica che tanto ricorda quelle orientali per il risveglio della Kundalini, il serpente sacro (ancora una volta il serpente!) rappresentato nella verga di Esculapio presente, come detto, anche nella raffigurazione che va per la maggiore del Bafometto. L’interrogatorio templare identificò Baphomet come una “Sacra testa” che, secondo recenti studi, veniva venerata anche attraverso la Sindone oppure busti reliquiari, crani o reliquie di teste e da qui l’infinita venerazione templare per Giovanni Battista il Decollato. Ma lo Gnosticismo che c’entra con Abbadia San Salvatore? Tanto per cominciare diciamo che prima dell’incastellamento intorno all’abbazia esistevano, tra gli altri, due villaggi che si chiamavano rispettivamente villaggio di San Giovanni Battista e villaggio di Santa Maria Maddalena, nomi che, insieme a quello del Salvatore, rappresentano le figure più importanti della corrente gnostica. Ad Abbadia il santo più venerato insieme al Salvatore è stato fino a tempi recenti Giovanni Battista, tant’è che ha rappresentato per secoli il patrono del paese. E poi c’èra il villaggio dedicato a Maria Maddalena (santa scomodissima e boicottata il più possibile dal cattolicesimo) che aveva un oratorio in una grotta naturale. Della chiesa di S. Giovanni Battista o Decollato, dell’omonimo villaggio, sono andate perdute alcune raffigurazioni del santo così come è andato distrutto l’affresco del Nasini nell’atrio dell’Abbazia che lo ritraeva insieme a San Bernardo di Chiaravalle (ispiratore della regola dei cavalieri Templari). Nella chiesa di San Giovanni vi si svolse fino al XV secolo la festa patronale alla quale si trovò nel 1442 S. Bernardino da Siena che definì tale festa orgiastica e fuori dai canoni ufficiali della chiesa. Difatti i partecipanti concludevano la festa patronale con una specie di orgia. E’ possibile che quelle usanze erano la degradazione di rituali molto più antichi e puri praticati nei secoli passati e che probabilmente somigliavano molto a quelli per il ritorno all’Uno dei Catari e dei Templari (i quali, in ogni modo, hanno comunque influenzato la cultura delle genti badenghe). Bisogna tenere a mente, come già detto, che Giovanni Battista è stato per secoli il patrono di Abbadia San Salvatore (addirittura ancora nel 1933 risultava ufficialmente tale) ma è stato, forse volutamente, dimenticato e oscurato da San Marco Papa. Addirittura nell’Abbazia di San Salvatore viene conservata ancora oggi una parte delle sacre ossa di Giovanni Battista, il che vuol dire una delle più importanti reliquie gnostiche in assoluto dopo la testa del santo. Ma c’è dell’altro. Tornando alla figura del Bafometto gli studi più accreditati dicono che la reliquia più rappresentativa di questa divinità era la Sindone, in particolare nella parte del volto. Ebbene nell’Abbazia è stata conservata per secoli parte del sudario che involse il corpo e il volto del Signore. Tale reliquia, che al tempo era considerata quella autentica, a occhio e croce dovrebbe essere la più importante della cristianità dopo il Graal e l’Arca dell’alleanza (rimaste, però, solo nella leggenda). Per certi studiosi la parola Baphomet deriva dalle parole greche Baphe e Metis che insieme significano “battesimo di saggezza” e possono tranquillamente richiamare di nuovo al Battista. Alla luce di certe di queste argomentazioni si può dire che è almeno ipotizzabile l’influenza gnostica su Abbadia San Salvatore considerando anche il meraviglioso fatto che essa si trova sullo stesso parallelo (42°52’) delle terre gnostiche dei Catari, dei Templari di Rennes Le Chateau con la loro chiesa dedicata alla Maddalena; di Montsegur, leggendaria roccaforte del Graal e del cammino verso Santiago e Finisterre (fine della terra). Abbadia è anche sull’antica via francigena percorsa verso la chiesa di Roma dai pellegrini per ritrovare la “perduta patria celeste”. E’ impressionante che le due vie cristiane, cattolica e gnostica, abbiano il fulcro in un punto particolare nel quale ritrovano l’unità originale e dove l’anima può involarsi meglio verso la terza via che è quella della salvezza, del ritorno. E non è difficile rimanere scossi dalla notizia che quel luogo si chiama Abbadia San Salvatore sul monte Amiata, magica terra di transizione e trasformazione nella quale abbiamo ricevuto il cosmico regalo di fare la nostra comparsa.
VOLPINI-Abbadia San Salvatore storia del monastero e del paese
PREZZOLINI-San Marco Papa
WIKIPEDIA- Gnosticismo
VON HAMMER-I Templari ed il Baphomet