di Antonio Pacini
Per "Patrimonio dell'umanità" si intende un'area avente valori di universalità, unicità e insostituibilità a livello ambientale e/o culturale.
Conosco un posto che conserva questi valori che però sono sottoposti a preoccupanti minacce. Si tratta del monte Amiata, vulcano spento nella Toscana del sud dalle caratteristiche ambientali e paesaggistiche assolutamente uniche. La sua collocazione geografica e il suo isolamento permettono il crearsi di un clima particolare che riesce a dar vita a un numero elevatissimo di specie, soprattutto vegetali. Sull'Amiata si ritrovano specie rarissime o tipiche di ambienti diversi e lontani dall'Italia, numerosi endemismi, ovvero specie che hanno sviluppato caratteristiche di adattamento tipiche di una specifica zona, innumerevoli varietà e addirittura specie di piante esclusive di questa zona. Tra le varietà arboree citiamo il "pero picciolo", mentre tra le razze animali il Sorcino amiatino o asino del monte Amiata. Un endemismo è rappresentato dalla viola etrusca mentre è stata riscontrata la presenza di un Caprifoglio artico-alpino. Il botanico De Bellis, insieme ai naturalisti Nanni e Bonelli, ha trovato una specie erbacea che sembrerebbe addirittura sconosciuta altrove (ma la pubblicazione ufficiale deve ancora avvenire).
La parte alta della montagna (dai 1738 m.s.l.m.) è ricoperta fino alla vetta dalla faggeta intera più grande d'Europa che trova l'ambiente ottimale per vegetare rigogliosa anche grazie all'umidità che il massiccio vulcanico riesce a trattenere con la condensazione dell'acqua risalente dal vicino mar Tirreno e grazie alla enorme quantità d'acqua contenuta nel bacino idrico più grande del centro Italia. Questa enorme riserva d'acqua ha permesso e permette lo svilupparsi della vita umana (disseta circa 700.000 persone) ed è stato necessario per la nascità di civiltà come quella etrusca. Gli etruschi bevevano in prevalenza l'acqua proveniente dall'Amiata ed è sicuramente per questo motivo che la definivano sacra, dimora del dio Tinia, loro principale divinità. Anche il legname per le costruzioni e per le temute navi etrusche veniva prelevato da questa montagna. Per ringraziamento i re etruschi (Lucumoni) venivano periodicamente sull'Amiata a compiere riti devozionali e per la prosperità del loro popolo e ciò per circa nove secoli. Dopo gli etruschi vennero i romani che a loro volta si servirono delle ricchezze amiatine ringraziando Giove, la loro principale divinità che avrebbe a sua volta dimorato in quella sacra montagna.
Il vitale collegamento umano e spirituale con la "Montagna Sacra" è continuato anche nel medioevo con il sorgere di una delle abbazie, benedettine prima e cistercensi in seguito, più importanti d'Europa. Impossibile spiegare in poche righe ciò che ha rappresentato questa abbazia nel medioevo. Dobbiamo però almeno citare la "Bibbia Amiatina", ovvero la versione latina della Bibbia più completa e più antica, risalente all'VIII secolo e contenente vecchio e nuovo testamento per intero.
Questa Bibbia è il testimone più autorevole e completo della Vulgata (Wikipedia) quindi della traduzione ufficiale della Bibbia in quanto considerata la più fedele. Si tratta di uno dei tre testi più importanti della cristianità e, automaticamente, uno dei più importanti per l'umanità. Oggi è conservata nella biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Un altro documento inestimabile che è stato scritto nel medioevo sull'Amiata è la "postilla amiatina" (risalente al 1087) nel quale compaiono i primi segni del passaggio tra il volgare e la lingua italiana.
La unicità ambientale del vulcano si è manifestata nelle vicende che lo hanno reso protagonista in diversi frangenti della storia e negli uomini e donne che lo hanno abitato. Anche nell'epoca moderna il vulcano non è rimasto in disparte perché vi è sorta una delle miniere di mercurio più grandi del mondo. Il mercurio è stato un elemento strategico conosciuto sull'Amiata da secoli (senza entrare nel discorso dell'alchimia, madre della chimica). Concludiamo ricordando che nell' '800 è comparsa sull'Amiata, più precisamente sul monte Labbro, una religione dal nome di "Giurisdavidismo" il cui profeta, Davide Lazzaretti, dette inizio a una comunità dagli altissimi valori sociali e spirituali. Su quello stesso monte vi è stato fondato negli anni '80 dal Maestro Norbu e dal Dalai Lama uno dei centri buddisti più importanti al mondo.
Questa rapida e incompleta descrizione dell'Amiata, della sua importanza e di ciò che ha significato nella storia vorrebbe far notare il bisogno di rievocare la riconoscenza che le è stata sempre conferita al fine di allontanare certe pericolose figure che stanno succhiando le sue e nostre preziose risorse offendendo i popoli che nel passato hanno sempre amato a dismisura questa Madre Sacra.
Al giorno d'oggi il modo migliore per ringraziarla e tutelare il perpetuarsi futuro della specie umana di una vasta zona non è più (forse) fare riti sacri o costruire templi ma è inserire il monte Amiata a pieno titolo fra i patrimoni dell'umanità sotto la protezione dell'UNESCO.