il sentiero dei borghi fantasma, da Rocciano a Croce



posizionamento: borghi di Curti e Rocciano, comune di Giano Vetusto

percorso a piedi: da borgo Curti (272 mt) a borgo Curti (591 mt) per Rocciano e La Santella - 10 km circa - 2 h e 30 circa - 350 metri di dislivello - difficoltà media

La grande via di collegamento tra borghi, asse indispensabile per gli scambi di merce ma anche culturali ed affettivi, metteva in unione realtà diverse, gente di montagna incontrava gente di pianura, tutto diveniva raggiungibile, tutto diveniva possibile grazie ad esse.
Quella tra i borghi di Rocciano e Croce esiste ancora, sfuggita alla trasformazione in strada, all'asfissia da parte dell'asfalto, ed a dir il vero si mantiene anche pulita e libera da rovi e sterpaglie, l'unica eccezione è quella che collega due centri abitati oramai disabitati, città fantasma, città ora abitate dal solo silenzio. Tema ad accompagnarci nel nostro viaggio perciò è proprio il silenzio, dalla partenza all'arrivo, dall'incontro con i possibili "fantasmi" al rimanere in ascolto degli impavidi alberi.
Il punto di partenza è dal comune di Giano Vetusto, raggiungibile dalla carrozzabile da Calvi Risorta o da Camigliano; raggiunto l'abitato lungo la statale che attraversa il paese nel fondovalle svoltiamo in via Villa (al bivio cartello indicazione via Curti); la stradina inizia a salire tra delle villette a schiera, raggiunge una rotonda, qui svoltiamo a sinistra poichè avanti a noi troviamo un divieto d'accesso, quindi tenendoci sempre sulla strada principale aggirando dei caseggiati riprendiamo a salire ripidamente rientrando nel paese fino a che svoltiamo di netto a sinistra e ci ritroviamo in una piccola piazzetta (piazzetta Curti) da cui sulla destra inizia via Curti. Parcheggiamo nei dintorni, se non troviamo posto proseguiamo sulla strada avanti a noi che prosegue in piano e che da subito accede alle campagne, un posticino per fermare l'auto qui lo si trova. A piedi, quindi, proseguiamo ora su via Curti da subito in ripida ascesa, tra i vicoli da poco risistemati (anno 2016) svoltiamo in una stretto e caratteristico a destra subito dopo aver oltrepassato un'edicola votiva, la via è ancora quella di via Curti. Nel silenzio generale, questo borghetto accoglie solo dei coniugi (famiglia Carusone), unici abitanti di Curti, raggiungiamo ora una stradina di campagna, posta nel punto più alto del paese, qui andiamo a sinistra ed avanziamo in falsopiano circondati da uliveti, muretti a secco e querce di roverelle. Rimaniamo sempre sulla traccia principale ed in circa 15 minuti ecco scorgere le case ormai dirute di borgo Rocciano, parte più antica di Giano Vetusto. Quando siamo nel nucleo semi avvolto dalla vitalba la nostra via svolta a destra e poi subito a sinistra costeggiando la parte bassa di un bel muro in pietra oltre cui troviamo l'unico caseggiato abbastanza ristrutturato, se abbiamo tempo a disposizione possiamo raggiungerlo e fare una piccola visita tra le sue varie strutture. Da Rocciano inizia ora la vera via per la montagna, al primo bivio ancora sotto il caseggiato proseguiamo dritto lungo una sterrata che termina dopo circa 15 minuti in un uliveto, qui troviamo anche una piccola e particolare struttura in lamiera a forma di piramide. All'uliveto ci dirigiamo a destra invertendo il senso di marcia rispetto alla precedente sterrata ed al bordo del campo coltivato nella parte alta troviamo l'attacco del sentiero, esso in modo costante e devo dire con grande comodità ci fa guadagnare la quota odierna, a dir il vero nel tratto di mezzo presenta un lungo tratto in falsopiano mentre nell'ultimo prima di arrivare alla cappellina della Santella riprende la salita in un bel bosco di lecci. Eccoci ora alla cappellina, punto di raccordo di molte strade e direzioni, la nostra per borgo Croce prosegue su strada asfaltata in questo ultimissimo tratto; infatti seguiamo la strada che diparte dall'ingresso della cappella in piano, quindi dopo un duecento metri circa confluiamo sulla statale che sale da Rocchetta, qui svoltiamo a destra. Ultimi 15 minuti su strada per altro assolutamente non trafficata ci conducono al borgo fantasma per eccellenza della provincia di Caserta, borgo Croce. La piazzetta, le panchine, le case diroccate che circondano la parte bassa, la chiesa sconsacrata, i vicoletti senza uscita e le croci ben fatte, le porte socchiuse ed i rovi e la vitalba affettuose sono le connotazioni di pregio di questo museo a cielo aperto!!!








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