I primi insediamenti nell’area di Lisbona risalgono almeno all’Età del Ferro, ma si pensa che siano stati i Fenici, attorno al 1200 a.C., a fondare un porto commerciale chiamato Alis Ubo (porto sicuro). Successivamente arrivarono i Romani, che ribattezzarono la città Olisipo e la integrarono nell’Impero come parte della provincia della Lusitania. In questo periodo furono costruite strade, terme, teatri e un’acquedotto. La città divenne un centro urbano importante per il commercio e la vita politica locale.
Con l’invasione musulmana della penisola iberica nell’VIII secolo, Lisbona passò sotto il controllo moresco e divenne una città fortificata chiamata al-Ushbuna. Gli arabi introdussero nuove tecniche agricole, sistemi di irrigazione e una cultura raffinata. Questo periodo durò quasi 400 anni e ha lasciato una forte impronta nella struttura urbana (soprattutto nel quartiere Alfama) e nella toponomastica.
Il 1º novembre 1755, Lisbona fu colpita da un devastante terremoto, seguito da uno tsunami e incendi, che distrussero gran parte della città e uccisero decine di migliaia di persone. La ricostruzione fu affidata al Marchese di Pombal, che ricostruì il centro città (Baixa Pombalina) seguendo uno stile razionalista e antisismico, pionieristico per l’epoca. Questo evento segnò profondamente la città e la coscienza europea, influenzando anche la filosofia illuminista.
Nel 1910 fu proclamata la Repubblica portoghese, ma il Paese entrò presto in crisi politica. Dal 1933 al 1974, il Portogallo fu governato da una dittatura fascista sotto António Salazar, che mantenne il Paese isolato e arretrato. Lisbona rimase però culturalmente viva, anche sotto censura. Il 25 aprile 1974, la Rivoluzione dei Garofani — pacifica e popolare — pose fine al regime, e la città tornò a essere simbolo di libertà e rinascita democratica.
Negli ultimi decenni Lisbona ha vissuto un forte rinnovamento urbano ed è diventata una delle capitali più dinamiche d’Europa. Con l’Expo '98, il rinnovamento del lungofiume e l'arrivo del Web Summit, la città ha saputo combinare tradizione e innovazione. Oggi è apprezzata per la sua qualità della vita, la cultura cosmopolita e l’equilibrio tra passato e futuro.