La caccia, amata da alcuni, tanto odiata da altri. Ovviamente io faccio parte del primo gruppo, sono tra coloro che la amano e vi spiegherò perché, ma andiamo con ordine, prima di tutto cos’è la caccia?
Mosaico scena di caccia (foto da Wikipedia)
La caccia è un’attività di cattura o abbattimento di animali selvatici, per scopi sia alimentari che per la raccolta di materie prime (pellicce ecc.), o come contenimento di alcune specie di animali. Questa attività, ha radici molto lontane nel tempo, praticata già nell’era preistorica, sono infatti state trovate tracce di questa attività risalenti a 1,8 milioni di anni fa. Recenti studi dimostrano anche che tale attività veniva praticata nella preistoria indistintamente sia dagli uomini ché dalle donne. L’attività venatoria un tempo indispensabile per la sopravvivenza ed il sostentamento, divenne man mano meno praticata quando nacquero le prime civiltà stanziali, fondate sull’agricoltura e sulla pastorizia, divenendo un’attività secondaria a queste ultime. Con il passare dei secoli e il mutare del modo di vivere dell’uomo, portò la caccia non solo a ruoli secondari, ma addirittura, nel Medioevo in alcuni paesi, ad un’attività accessoria di svago praticata solo dai nobili.
Nella mitologia greca, la caccia possiede una propria divinità, Artemide, dea greca della caccia, dei boschi, della foresta e degli animali, figlia di Zeus e Latona, è una dei dodici Olimpi, armata di arco e frecce dimorava nei boschi in compagnia delle ninfe e dei suoi fedeli cani da caccia. Per i Romani, Artemide corrispondeva alla figura di Diana, dea della caccia italica.
Al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati e moderni, l’attività venatoria non è più indispensabile per il fabbisogno alimentare, ma ha un ruolo importantissimo nel contenimento di alcune specie di animali, per cui è ancora praticata, ed è regolamentata da leggi statali (in Italia è regolata dalla legge n. 157/92) e Regionali. Però c'è da sottolineare che in alcune parti del mondo, anche al giorno d’oggi la caccia ricopre ancora un ruolo fondamentale, perché ci sono popolazioni povere che vivono in ambienti dove l’agricoltura e l’allevamento non sono molto sviluppate e la caccia è indispensabile per la sopravvivenza ed il sostentamento.
Diana (foto da Wikipedia)
I metodi e i tipi di caccia sono molteplici, che si sono evoluti di pari passo con l’uomo, dall’antichissima caccia per sfinimento (tutt’oggi ancora praticata da alcune tribù Africane), che consisteva nel braccare la preda fino allo sfinimento per poi finirla con mezzi rudimentali, spade, lance ecc… Fino ad arrivare alla caccia attuale, moderna, con armi da fuoco, fucili (a canna liscia) o carabine (a canna rigata), in base alla selvaggina da cacciare.
I tipi di caccia principali, in molti casi supportati dal cane da caccia, (in alcuni paesi oltre al supporto dei cani la caccia è praticata anche a cavallo) sono: la caccia d’attesa o l’appostamento, la caccia vagante, caccia alla lepre o alla volpe, la caccia agli ungulati (cinghiale, cervo, daino ecc…).
La caccia può essere praticata anche senza l’uso di armi da fuoco, con l’uso di moderni archi e frecce, oppure praticata con l’ausilio del falco (falconeria).
Ogni cacciatore pur amando la caccia in generale, ha le sue preferenze sul tipo di caccia da praticare, talvolta anche in base al territorio in cui vive e ciò che esso mette a disposizione.
Nei primi come scritto all’inizio ci sono anch’io, non posso dirvi con certezza perché altri la amano, ma posso certamente dirvi perché la amo io. La caccia da molti è vista come una passione, uno sport, un hobby, un attività di svago o semplicemente un attività di contenimento di alcune specie di animali ecc., per me non è niente di tutto questo, è difficile da spiegare, ma fa parte di me, è nel mio DNA, è un istinto, chiamatelo pure primordiale ma è un istinto, nato nella notte dei tempi, insieme all’uomo stesso o ogni creatura del pianeta che caccia, in ogni predatore che sia un uomo o un piccolo insetto, l’istinto di cacciare è naturale, istinto che in molti umani con il passare dei secoli (essendo la caccia non più essenziale per la sopravvivenza) si è perso, in alcuni si è solo affievolito, in altri è dormiente, in altri ancora è sparito del tutto (anche sé non ne sarei così sicuro).
Avere l’istinto della caccia non è, come molti dissidenti (chi odia la caccia) scioccamente ci chiamano, essere “assassini”, non si può dire assassino ad un lupo, non si può dire assassino ad un leone, un falco o un qualsiasi altro predatore, perché la loro natura è quella, la natura ci ha creati così.
Chiunque punti il dito inquisitore contro la caccia, non dovrebbe poi mangiare nessun tipo di carne, perché la stessa proviene da un animale ucciso. Se vogliamo essere obbiettivi, allora siamo tutti assassini, anche chi punta il dito contro la caccia e poi a tavola degusta soddisfatto l’anatra all’arancia o le pappardelle al cinghiale, che siccome non ha ucciso personalmente ma l’ha fatto qualcun altro per lui, si sente ipocritamente innocente. Chi potrebbe dissentire sul “tutti allora siamo assassini” sono i Vegetariani o Vegani, che non mangiano carne, ma loro, anche se non lo ammetteranno mai, uccidono lo stesso, le piante sono esseri viventi, l’unica differenza e che non urlano quando vengono tagliate e uccise.
Generalmente chi contesta la caccia in primis non la conosce, per cui non la può capire, spesso si è contro la caccia solo perché cresciuto in una grande città, e a parte qualche cane, gatto, o i piccioni in piazza, non ha mai visto un vero animale selvatico.
L’uomo per natura è onnivoro, non giudico chi non mangia carne, non è affar mio, ognuno fa ciò che vuole, ma sarebbe logico che chi non la mangia, non debba infastidire, offendere o puntare il dito contro chi la mangia o pratica l’attività venatoria. Come già scritto altre volte, amare la natura non è amare il gattino, il coniglietto o immaginare di conoscere gli animali solo perché si è visto un film o un documentario, soprattutto nei film si tende ad umanizzarli, caratterizzando gli animali in modo che siano più amichevoli e teneri, la natura è biodiversità, ecosistema, con le sue leggi, la natura è selvaggia, e molte volte può essere molto cruenta. L’uomo è cacciatore per tradizione, la caccia è istinto, e non bisogna mai rinnegare le proprie origini, per apparire, far credere o per seguire le mode del momento, tutto ciò è solo ipocrisia, perché se a una persona veramente non piace qualcosa, o non riesce a capire ciò che altri fanno nel rispetto delle leggi, non la fa punto, ma non per questo critica, giudica o cerca in tutti i modi di imporre le proprie convinzioni e bloccare tali attività.
La caccia come già detto molte volte è nella natura dell’uomo stesso, la caccia è un modo di vivere, la caccia è tradizione, ma la caccia è anche tutela della natura stessa.
Descrivere le sensazioni che si hanno durante una battuta di caccia non è semplice, non si può spiegare, chi non ha quell’istinto di cui parlavo prima nel proprio sangue non potrà mai comprendere. Già solo l’allontanarsi dalla frenesia della città, e addentrarsi in un bosco a contatto con la natura regala sensazioni e profumi meravigliosi, ti senti parte di essa.
Non mi interessa il carniere, potrei camminare per ore e giorni per boschi senza riuscire ad avvicinare una preda, ovviamente se la battuta di caccia è positiva ancora meglio, ma tornare a casa a mani vuote per me non è un problema, il carniere sarà vuoto ma il cuore sicuramente pieno, soddisfatto, fiero di aver passato del tempo a contatto con la natura, libero di esprimere ciò che siamo dentro, “cacciatori”. Ogni predatore del resto, che sia uomo un animale o piccolo insetto, sa benissimo che non tutte le azioni di caccia possono andare a buon fine. Ogni predatore affina le proprie tecniche di caccia di volta in volta e a allo stesso modo anche la preda migliora le sue tecniche di difesa per sfuggire ai predatori. Non è affatto vero come qualcuno afferma, che i cacciatori con un fucile o carabina in mano uccidono facilmente facendo stragi di animali, questo è ciò che pensa chi la caccia non la conosce, solo un cacciatore sa bene che sarà dura stanare, braccare ed abbattere la preda (es. un cinghiale), con pazienza, perseveranza e fatica, e nonostante ciò, molte volte l'azione di caccia risulterà vana.
Personalmente odio i bracconieri e gli “sparatori”. I bracconieri sono dei criminali, praticano tipi di caccia abusivi, non tutelano il territorio e molto spesso rischiano di danneggiare in modo grave alcune specie di animali. L’esempio più famoso di bracconieri sono i cacciatori di frodo che in Africa cacciano e uccidono animali come elefanti e rinoceronti per appropriarsi delle corna o delle zanne per poi rivenderle a caro prezzo al mercato nero. Ma non è necessario andare fino in Africa, anche in Italia numerosi sono i bracconieri che con delle trappole catturano dei volatili molto belli e colorati per rivenderli a caro prezzo, talvolta anche animali protetti o in via d’estinzione. Tutto ciò è ovviamente illegale. Gli ‘’sparatori’’ invece sono quelli che anche se in possesso di regolare licenza di caccia (forse), sparano a tutto, solo per il gusto di farlo, a volte anche senza recuperare la selvaggina uccisa. Questi individui non sono assolutamente cacciatori, ma è anche per colpa loro che si fa di tutta un’erba un fascio, addossando colpe ai cacciatori di bravate varie ed atti illeciti commessi invece da questi delinquenti.
Il cacciatore, quello vero, rispetta il selvatico e recupera ciò che abbatte, non uccide solo per il gusto di farlo, approvo pienamente la frase dello scrittore Wilbur Smith: “Chi non prova compassione per l’animale abbattuto non è un vero cacciatore.”
In molti devono prendere atto che oggi la caccia serve ancor più di prima, per mantenere gli equilibri naturali e l’ecosistema, messo a dura prova dal progresso e dalla cementificazione incontrollata. Infatti, nei pochi spazi ormai rimasti di natura selvaggia, l’assenza di grandi predatori porterebbe alla veloce prolificazione di alcune specie di animali a discapito di altri più deboli, accelerando la loro estinzione, per questo la caccia in generale e la caccia di selezione è indispensabile.
I selvatici vivono grazie al bosco, le piante e tutto il complesso naturale creato da madre natura, vivono grazie ad un ecosistema sano, per questo il cacciatore non può non essere rispettoso anche dell’ambiente, in un ambiente sano c’è abbondanza di animali selvatici, e la caccia ha un senso, in un ambiente sano c’è il cosidetto “cerchio della vita”, un equilibrio naturale tra la vita e la morte, viceversa, un ambiente deturpato non permette né la caccia né il cerchio della vita, ma fornisce soltanto morte e desertificazione, non a caso i cacciatori sono i primi ambientalisti.
La storia lo conferma, molti appassionati o studiosi degli animali o della natura spesso erano o sono dei cacciatori, per esempio, Aldo Leopold (1887-1948) fondatore del movimento “Wilderness”, (movimento a tutela degli spazi selvaggi della natura, di flora e fauna), oltre ad essere stato un naturalista e uno studioso (a lui si devono molte relazioni e studi sulle migrazioni di diverse specie di uccelli) era anche un cacciatore.
Sarà per questo che amo la natura e gli animali, sarà per questo che ho creato questo sito web sugli insetti e altri animali, forse perché sono anche un CACCIATORE.
Leonardo Melchionda