Aracnidi
A cura di Leonardo Melchionda
A cura di Leonardo Melchionda
Gli Aracnidi appartengono agli artropodi chelicerati, non hanno antenne e non hanno ali, il loro corpo è diviso in due sezioni, capo-torace e addome. Il capo-torace porta gli occhi disposti in vario modo, due paia di appendici boccali (cheliceri e pedipalpi) e quattro paia di zampe, l’addome può essere unico o segmentato.
Questi invertebrati, generalmente, sono erroneamente chiamati o scambiati per insetti, ma non lo sono. Appartengono a questa classe molte specie predatrici e velenose.
Gli aracnidi si dividono in diversi ordini, vediamo alcuni ordini principali:
Sono aracnidi carnivori con mandibole provviste di appendici ad uncino (cheliceri) con ghiandole velenifere, le mascelle portano un palpo sottile ed allungato (pedipalpo), avente funzione principale di trattenere l’eventuale preda, hanno quattro paia di zampe e il corpo diviso in due sezioni, una anteriore detta prosoma, ed una posteriore detta opistosoma. Presentano un accentuato dimorfismo sessuale, infatti, la femmina in genere è più grossa del maschio. Nella parte estrema posteriore (opistosoma) presentano delle ghiandole (filiere) da cui fuoriesce un liquido viscoso che all’aria forma fili setosi, che servirà al ragno per tessere la tela e catturare le sue prede. La tela può essere di diverse forme e dimensioni. Tutti i ragni producono seta, sebbene non tutti tessano la tela, tutti cacciano insetti che paralizzano coi denti (appendici ad uncino) avvelenati. Infatti, quasi tutti i ragni sono velenosi, il loro veleno, in alcuni casi, può avere effetti sensibili anche sull’uomo, ma pochissimi possono avere effetti gravi, se non un effetto paragonabile ad una puntura di una vespa o un calabrone (a parte su individui con problemi allergici, cui puntura può rilevarsi letale per shock anafilattico, ma per tali individui vale qualsiasi puntura, sia di ragno sia d’insetto).
I ragni generalmente non sono pericolosi, ma se non si conosce la specie è meglio non infastidirli, perché anche se rari esistono ragni molto velenosi, specialmente nei paesi caldi o tropicali. Anche in Italia possiamo trovare ragni da non sottovalutare, un esempio è la “Vedova nera mediterranea" (Latrodectus tredecimguttatus), detta anche “Malmignatta”, “Argia” o "Ragno di Volterra", è un ragno potenzialmente pericoloso, generalmente è raro essere morsi, ed è raro che sia letale, (anche se in Italia si sono verificati alcuni incidenti letali). Oltre alla mamignatta, in Italia, come pericolosità ricordiamo anche il “Ragno violino” (Loxosceles rufescens) che possiede un potente veleno ad azione necrotica sui tessuti colpiti, questo ragno, di piccole dimensioni, appartiene alla famiglia dei "Sicaridi" (Sicariidae), il nome della famiglia è già tutto un programma, infatti, il suo nome deriva dal latino "Sicarium" sicario, assassino, killer, probabilmente per l'elevata tossicità del veleno di questi ragni.
I ragni sono tantissimi, di varie dimensioni e variopinti, molti ragni tessono tela sferica, altri tele irregolari, altri ancora predano senza tessere tele, come: i ragni-granchi che si muovono con andature laterali simile a quella dei granchi (crostacei), vivono e cacciano nella vegetazione e sui fiori; i ragni-lupo che assalgono le loro prede sul terreno e sulla vegetazione bassa; i ragni-saltatori che vivono sui muri e sulle rocce, si avvicinano il più possibile alle prede per poi saltagli addosso e immobilizzarle; i ragni-sputacchini che catturano le prede lanciando dalle mandibole materiale vischioso di rapido indurimento; oppure i ragni-palombari e molte altre specie. Molti ragni hanno abitudini notturne, in pratica restano nascosti di giorno per uscire e cacciare di notte.
Aracnidi dall’aspetto molto simile ai ragni, differiscono da loro per il corpo composto di un solo elemento (capo-torace) e per le lunghissime e sottili zampe, non sono in grado di tessere tele, perché, non hanno filiere, e non posseggono nemmeno ghiandole di veleno, non sono predatori veri e propri, ma hanno abitudini spazzine, in genere divorano carogne. Questi animaletti sono generalmente attivi nelle ore notturne li possiamo trovare sui muri, sui tronchi degli alberi, nella fitta vegetazione ecc. Un esempio di quest’ordine è il Falangio opilio (Phalangium opilio).
Gli scorpioni hanno il corpo formato da più segmenti, capo-torace, addome segmentato e post-addome pure segmentato, ha sei occhi, due sopra la testa che non è distinta dal torace, e quattro ai lati, otto zampe e i pedipalpi sono trasformati in chele. All’estremità del post-addome sono presenti le ghiandole velenifere e un aculeo ad uncino che inietta il veleno. Gli scorpioni sono degli aracnidi con abitudini notturne, carnivori e predatori come i ragni, catturano vari insetti e altre prede con le loro chele. Anche gli scorpioni sono di varie dimensioni, variano da pochi millimetri a dimensioni abbastanza rilevanti. Alcuni scorpioni con il loro veleno sono in grado di uccidere l'uomo, come ad esempio quelli del genere Butus. In genere la puntura dalla punta della coda dove inietta il veleno è usata principalmente a scopo di difesa, raramente per offesa, solo in casi particolari quando deve immobilizzare prede di grandi dimensioni, infatti, per cacciare generalmente usa le sue potenti chele. Gli scorpioni sono presenti anche in Italia con il genere Euscorpius (l’Euscorpius italicus, l’Euscorpius flavicaudis, ecc.) ma è innocuo per l’uomo, la sua puntura può avere un effetto paragonabile ad una puntura di un calabrone. Gli Euscorpius sono di piccole dimensioni, gli adulti arrivano a misurare 4 o 5 cm al massimo, li possiamo trovare nelle fessure delle rocce, nei vecchi muri, ecc., non è raro incontrarli anche in casa, in particolare in case di campagna.
Aracnidi d’aspetto che si avvicina ai cugini ragni, oppure un misto tra un ragno ed uno scorpione, possiedono, 8 zampe con le quali corrono molto velocemente (sono gli aracnidi più veloci), e pedipalpi privi di chele simili a zampe, dando l’impressione di possedere 10 zampe, nonché cheliceri a pinza molto sviluppati in modo sproporzionato rispetto al resto del corpo, utilizzati come organi di difesa di accoppiamento ma anche di attacco per alimentarsi. Non hanno filiere come i ragni e non hanno nemmeno ghiandole velenifere, non sono velenosi ma il loro morso può essere molto doloroso. Sono aracnidi carnivori e spietati predatori, non essendo velenosi bloccano e mangiano la preda ancora viva, le prede principali sono vari insetti, ragni, scorpioni, piccoli rettili, ma non disdegnano carcasse di animali morti. Molte specie sono in grado di effettuare piccoli salti, infatti, spesso balzano sulla preda.
L’ordine dei solifugi include varie famiglie di aspetto, dimensioni e forma diversa, le dimensioni vanno da 20 mm a 16-20 cm circa comprese le zampe. Il loro nome proviene dal latino “fuggire dal sole”, anche se molte specie sono notturne, le specie diurne tendono ad evitare il sole diretto cercando l’ombra, con movimenti rapidissimi, seguendo anche l’ombra di un uomo o un animale in movimento, dando l’impressione di inseguire in modo minaccioso, ma assolutamente innocui per l’uomo.
Sono conosciuti sotto altri vari nomi, come: ragni del sole, ragni del cammello, scorpioni del vento oppure taglierine della barba e dei capelli ecc., nomi legati per lo più a leggende popolari, infatti, ragni del sole perché evitano il sole, del cammello perché seguono l’ombra dei cammelli, scorpioni del vento per la eccezionale velocità nel correre, ed infine taglierine dei capelli, perché, si narra che di notte tagliano i capelli umani o peli di animali per rivestire il loro nido, ma trattasi di leggende, sicuramente le femmine amano raccogliere peli o capelli vaganti per rivestire il nido, dove vi deporranno le uova. Un esempio di questo ordine sono i Galeodes Arabas, specie molto comune nell’Africa del nord e Medio Oriente.
Non avendo foto personali vi lascio il link di Wikipedia:
Aracnidi in maggioranza adattati alla vita parassitaria a spese di animali e piante, ma troviamo anche acari predatori, altri ancora vivono tra i detriti vegetali, l’humus, ecc. Hanno corpo unico senza suddivisioni, generalmente globoso e piuttosto molle, sono di aspetto vicino hai cugini ragni o gli opilionidi, infatti, inizialmente formavano un unico ordine, l’apparato boccale è adattato alla loro vita da parassiti, con i cheliceri ed i pedipalpi fusi insieme formando la bocca detta rostro. Le zampe articolate sono ambulatorie, in numero di quattro paia anche se in alcune specie se ne trovano tre o solo due. Sono generalmente di dimensioni piccolissime o piccole tranne alcune specie come l’Ixodes (zecca), sono numerosissimi e si possono trovare ovunque, molte specie possono essere portatori di pericolose malattie, quindi molto dannosi per i mammiferi e l’uomo stesso, sia per le malattie che possono portare, che per i danni che arrecano all’agricoltura. Si dividono in più sottordini: Tetrapodili, Notostigmati, Parasitiformi, Olotiroidei, Trombidiformi, Sarcoptiformi. Gli acari più conosciuti, sono l’Acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei) parassita dell’uomo, la Zecca (Ixodes ricinus) parassita dei mammiferi sia selvatici che domestici, il Ragnetto rosso (Panonychus ulmi) e Ragnetto giallo (Eotetranychus carpini) tra i parassiti delle piante.