GUIDA ALL'ORIENTAMENTO
OUTDOOR E TREKKING
“Tecniche basilari per orientarsi in caso di necessità”
A cura di Leonardo Melchionda
A cura di Leonardo Melchionda
Generalmente quando si fa un’escursione si conosce la zona o perlomeno qualcuno del gruppo la conosce, per cui si sa già il percorso di andata e di ritorno, ed è buona regola a chi non la conosce di non allontanarsi dal gruppo, ma a volte, per cause particolari può accadere di perdersi, ed in ambienti naturali molto ampi non è semplice orientarsi.
Nel caso ci accorgiamo di esserci persi, e siamo impossibilitati a chiedere aiuto per vari motivi con mezzi moderni come telefonini ecc., in ambienti piccoli basta uscire dalla vegetazione, trovare una strada e seguirla, prima o poi passerà qualcuno che potrà aiutarci, ma in ambienti molto grandi con estensioni di parecchi km senza insediamenti urbani la cosa diventa molto più complicata, bisogna in questo caso mantenere anzitutto la calma, fermarsi e riflettere bene da quanto tempo si sta camminando da soli, da che direzione si proviene e cosa si è incontrato per strada, in modo da avere elementi che potrebbero aiutarci a capire più o meno dove siamo, guardarsi attorno, al fine di trovare qualche indicazione per capire che direzione prendere.
Un esperto è in grado di orientarsi su qualunque terreno ed in ogni momento del giorno o della notte, ma cosa vuol dire orientarsi? Orientarsi vuol dire stabilire la posizione dei punti cardinali (Nord “N”, Est “E”, Ovest “W” e Sud “S”), e in riferimento a tali punti individuare sul terreno la direzione da percorrere per ritrovare la strada giusta per tornare a destinazione o a casa.
Per stabilire i punti cardinali si può ricorrere a disparati metodi, come l’utilizzo di una bussola (se ne possediamo una), oppure all’osservazione diretta del terreno ovvero a particolari di esso, o altri mezzi come l’osservazione del sole o delle stelle in riferimento al giorno o alla notte.
Nello zaino di un buon escursionista non dovrebbero mai mancare una bussola e una carta topografica, ma ancor più importante è ovviamente sapersene servire. Oggi giorno ci sono molte attrezzature moderne come GPS ecc., ma la bussola essendo a funzionamento meccanico non ha problemi di tempo, come invece può accadere con un GPS o navigatore, che, essendo legato ad una batteria, se non si dispone di ricarica batterie solare, addio strumento. E’ inutilizzabile! E’ utilissimo, quindi, sapere il funzionamento della vecchia e sempre affidabile bussola e della carta topografica.
è uno strumento per l'individuazione dei punti cardinali, con ago magnetico libero di ruotare per l’effetto del campo magnetico terrestre dirigendosi verso il Nord, bisogna tener presente che esistono due diversi NORD, uno geografico e uno magnetico: il Nord geografico è fisso e immutabile e corrisponde alla direzione del polo Nord; il Nord magnetico varia da luogo a luogo e da periodo a periodo ed è in corrispondenza della direzione verso il quale si dirige l’ago calamitato della bussola. Posizionare la bussola, e accertarsi che sia in posizione perfettamente orizzontale, lontana da oggetti metallici e conduttori elettrici, lasciare che l’indicatore si diriga al Nord magnetico, far coincidere in un primo tempo l’indicatore con la lettera N successivamente ruotare pian piano la bussola pochi gradi a sinistra della lettera N ottenendo cosi che l’asse N-S della bussola sia orientato al NORD geografico.
è una rappresentazione grafica di una parte della superficie terrestre di un determinato luogo in scala, le carte maggiormente in uso sono in scala 1:10.000, 1: 50.000 ed 1: 25000; la carta bisogna innanzi tutto orientarla, le carte topografiche sono fatte in modo che il lato superiore rappresenti il NORD, l’inferiore il SUD. Per orientarla si dispone la bussola sulla carta e si fa coincidere il suo asse N-S con il margine sinistro o destro della carta stessa, e si fa ruotare la carta orientandola al Nord geografico. In mancanza di una bussola si può orientare la carta utilizzando i metodi di orientamento di giorno e di notte che vedremo successivamente, oppure, individuando sulla carta dei punti caratteristici del terreno, una volta individuati detti punti, spostandosi opportunamente sul terreno fino a trovarsi in coincidenza con l’allineamento reale dei punti.
Se invece non abbiamo a disposizione nemmeno questi elementi (bussola e carta), ci sono metodi naturali per un orientamento approssimativo.
Con il sole si può avere un orientamento approssimativo tenendo presente che esso nelle varie ore della giornata assume rispetto alla terra diverse posizioni utili per orientarsi, e precisamente:
Di notte con cielo sereno si può prendere come riferimento la stella polare che indica precisamente il NORD, per cui basta localizzarla. Per far ciò è bene sapere che essa appartiene alla costellazione dell’Orsa Minore in cui occupa l’estremità del timone, la sua localizzazione può avvenire individuando dapprima l’Orsa Maggiore, costellazione molto più grande ed evidente, o/e dalla parte opposta a circa la stessa distanza la costellazione Cassiopea, facilmente riconoscibile dalla sua caratteristica forma a “W”.
Questo metodo di orientamento consiste nell’osservazione diretta del terreno nei suoi particolari o caratteristiche, come costruzioni, reti elettriche, baite, alture, avvallamenti, fiumi, corsi d’acqua, sentieri, bivi ecc., osservazioni che l’escursionista esperto fa già dal primo giorno di permanenza o di arrivo in una determinata zona, osservando anche riferimenti lontani delimitanti l’orizzonte visivo, per potersene agevolare in caso di necessità. Questo tipo di orientamento può essere utile nei casi di cielo nuvoloso, nebbia ecc., dove non è possibile utilizzare come riferimento il sole o le stelle, ma diventa di difficile applicazione nel deserto o su terreni totalmente coperti di neve.
Alcuni dei particolari più semplici che ci possono aiutare nell’orientamento sono:
Il muschio sui tronchi degli alberi o delle rocce esposti verso il NORD;
Pietrame e rocce più pulite ed asciutte esposte verso SUD;
Il sottobosco più sviluppato e più umido esposto verso il NORD;
Il sottobosco meno sviluppato e più secco esposto verso il SUD;
Neve più abbondante verso il NORD;
Neve meno abbondante che tende a sciogliersi verso SUD;
Fogliame di alberi e arbusti meno folti verso NORD;
Fogliame di alberi e arbusti molto più folti verso SUD;
I fiori e le piantine giovani in genere si dirigono verso SUD.
Esistono molti altri particolari che possono aiutarci nell’orientamento, tutti però ci daranno delle indicazioni approssimate e non proprio precise, ma molto utili in casi di estrema necessità.
Testo: Leonardo Melchionda
(Articolo originariamente pubblicato nell’aprile 2012 sul Blog del Team ARGOD non più on-line, l'articolo attuale potrebbe aver subito piccole variazioni o aggiornamenti).